12 Luglio 2016

I Cibi in Scatola Fanno Male o Fanno Bene?

Spesso i cibi in scatola risultano meno nutrienti degli alimenti freschi o congelati/surgelati, e possono contenere ingredienti nocivi che sarebbe meglio evitare. Ma non è sempre così perché i cibi inscatolati possono anche far parte di una dieta sana e nutriente, basta non abusarne e scegliere bene il prodotto.

Cos'è il cibo in scatola?

Conservare il cibo in scatola permette di mantenere intatti gli alimenti per lunghi periodi di tempo all'interno di contenitori ermetici, solitamente in lattine di alluminio.

L'inscatolamento dei cibi è una pratica che si è sviluppata nel XVIII secolo per permettere di conservare i cibi necessari ai soldati e ai marinai impegnati nelle guerre.

Il processo di inscatolamento può variare leggermente da un prodotto all'altro; si distinguono comunque tre fasi principali:

  • Lavorazione: il cibo viene sbucciato, affettato, tritato, snocciolato, disossato, sgusciato o cotto.
  • Chiusura: l'alimento trasformato viene sigillato all'interno dei contenitori in latta.
  • Riscaldamento: le lattine vengono portate a temperature alte in modo da uccidere i batteri nocivi ed evitare che il cibo si guasti.

Questo metodo di conservazione permette ai prodotti alimentari di rimanere integri e sicuri da mangiare per un periodo variabile da 1 a 5 anni, o anche per più tempo.

I cibi che vengono conservati in scatola derivano sia da fonti animali sia da fonti vegetali. I più comuni sono: frutta, verdura, legumi, zuppe, carne, e pesce.

L'inscatolamento influisce sul valore nutrizionale?

Il processo di inscatolamento è utile per conservare la maggior parte delle sostanze nutritive di un alimento. Le proteine, i carboidrati e i grassi non vengono influenzati granché dal procedimento. Anche la maggior parte dei minerali e delle vitamine liposolubili come le vitamine A, D, E e K vengono mantenute.

Diversi studi dimostrano che gli alimenti ad alto contenuto di determinate sostanze nutritive trattengono comunque elevati livelli degli stessi nutrienti anche dopo essere stati inscatolati [1, 2].

Eppure, dal momento che questo tipo di conservazione comporta generalmente l'uso di elevate temperature nella fase di riscaldamento, il contenuto delle vitamine idrosolubili come la vitamina C e le vitamine del gruppo B viene notevolmente ridotto [3, 4, 5].

Questi nutrienti sono molto sensibili al calore e all'aria, per cui si possono perdere anche nelle altre fasi di lavorazione, durante la cottura che avviene in casa e per via dei metodi di conservazione utilizzati a casa.

Tuttavia, se da un lato il processo di inscatolamento può danneggiare alcune vitamine, dall'altro lato la quantità di altri composti benefici può aumentare [6]. Per esempio, i pomodori e il mais rilasciano più antiossidanti quando vengono riscaldati, quindi questi vegetali in scatola possono costituire una fonte migliore di alcuni antiossidanti, come per esempio il licopene nei pomodori [7, 8].

Qualità dei cibi in scatola

Abbiamo già visto che per quanto riguarda l'apporto di nutrienti i cibi conservati in scatola hanno i suoi pregi e i suoi difetti poiché deteriorano alcune vitamine ma possono avere un contenuto maggiore di antiossidanti.

Tra le qualità più apprezzate dei cibi inscatolati c'è il fatto che sono senza dubbio convenienti, pronti all'uso, e a lunga scadenza. I cibi in scatola rappresentano certamente un modo comodo e pratico per aggiungere più cibi nutrienti alla propria dieta.

L'inscatolamento inoltre permette a tutti di poter mangiare una grande varietà di alimenti durante tutto l'anno, potendo scegliere anche vegetali che sono fuori stagione. Questo aspetto è molto importante, soprattutto se pensiamo che in molte regioni del mondo le popolazioni soffrono di diverse carenze nutrizionali gravi; in questo caso, i cibi in scatola costituiscono un'importantissima fonte di sostentamento.

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Inoltre, dal momento che i cibi in scatola possono essere conservati in modo sicuro per svariati anni, e spesso necessitano di un tempo di preparazione davvero minimo, sono molto convenienti, tant'è che generalmente costano meno dei prodotti freschi.

Rischi dei cibi in scatola

I cibi in scatola possono contenere tracce di bisfenolo-A (BPA)

Il BPA (bisfenolo-A) è un composto che viene usato molto nella realizzazione dei packaging alimentari, anche per creare i rivestimenti interni delle lattine, ovvero la cosiddetta resina epossidica. Diversi studi hanno dimostrato che il BPA presente nel rivestimento del contenitore metallico può essere rilasciato nel cibo, contaminandolo.

Una ricerca ha esaminato 78 diversi tipi di cibi in scatola e ha trovato il BPA in oltre il 90% di essi. Mangiare il cibo in scatola è una delle principali cause dell'esposizione al BPA [9, 10].

Uno studio ha riscontrato un aumento del 1000% di BPA nelle urine di coloro che hanno consumato una porzione di zuppa in scatola al giorno per 5 giorni [11].

Alcuni studi condotti sugli esseri umani affermano che ci sono collegamenti tra il BPA e l'insorgenza di problemi di salute come le malattie cardiache, il diabete di tipo 2, e la disfunzione erettile [1213].

Se dunque si vuole ridurre l'esposizione al BPA, è vivamente consigliato evitare il cibo in scatola.

I cibi in scatola possono contenere batteri pericolosi

Anche se raramente, i cibi in scatola che non sono stati lavorati correttamente possono contenere batteri pericolosi come il Clostridium botulinum. Il consumo di cibo contaminato da questo batterio può causare il botulismo, una malattia grave che, se non curata in tempo, può portare alla paralisi e alla morte.

La maggior parte dei casi di botulismo è causata da intossicazioni alimentari dovute a cibi che non sono stati correttamente inscatolati in casa. Sono invece estremamente rari i casi di botulismo causati dal cibo in scatola regolarmente acquistato nei supermercati.

È molto importante evitare i cibi contenuti in lattine deformate, incrinate, forate, o che presentano ammaccature, perdite o altre alterazioni.

Alcuni cibi in scatola possono contenere sale, zucchero, conservanti

Sale, zucchero e conservanti vengono talvolta aggiunti durante il processo di inscatolamento.

Alcuni cibi in scatola possono risultare altamente salati. Anche se questo non rappresenta un rischio per la salute di molte persone può comunque essere problematico per altri, come per esempio per coloro che soffrono di pressione sanguigna alta.

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Oltre a ciò, i cibi in scatola possono essere dolcificati con lo lo zucchero. Lo zucchero in eccesso è legato a un aumentato del rischio di molte malattie, tra cui l'obesità, le malattie cardiache e il diabete di tipo 2.

I cibi in scatola possono contenere anche altri conservanti, naturali o artificiali, che vengono generalmente impiegati per migliorare il gusto degli alimenti, aumentarne la conservazione, o per altri scopi. Per questo motivo, è sempre consigliabile leggere bene le etichette, accertandosi che non vi siano additivi che vanno ad alterare i valori nutrizionali e i benefici degli alimenti.

I cibi in scatola possono contenere tracce di nichel e alluminio

Dato che l'alluminio è il materiale principalmente usato nella produzione delle lattine, tracce di questo composto possono essere rilasciate nei cibi poiché diversi alimenti sono particolarmente ricchi di acidi che vanno a erodere l'alluminio. Per questo motivo viene usato il rivestimento in resina epossidica. Tuttavia, alcune parti della latta, come per esempio la parte interna del coperchio, spesso non sono rivestite per cui entrano facilmente in contatto con il cibo.

Un'eccessiva esposizione all'alluminio può causare diversi problemi di salute, tra cui: confusione mentale, nervosismo, irritabilità, debolezza muscolare, dolore alle ossa, riduzione della densità e della crescita delle ossa, mal di testa, disturbi del sonno, difficoltà nella respirazione, disturbi del linguaggio, problemi a livello digestivo, ai reni e al fegato. Alcuni studi hanno constatato che possono esserci legami tra l'esposizione all'alluminio e l'Alzheimer [14].

Anche il nichel può essere presente nei cibi in scatola poiché viene generalmente usato nelle leghe di alluminio per migliorarne la resistenza a caldo. Per questo motivo, chi soffre di allergia al nickel deve evitare il cibo in scatola. 

Come fare le scelte giuste

Come per tutti gli alimenti, è molto importante leggere l'etichetta e la lista degli ingredienti contenuti nel cibo in scatola.

Se non si può mangiare salato, si può optare per il cibo in scatola a basso contenuto di sodio o senza aggiunta di sale. Se invece non si può assumere lo zucchero, scegliere frutta in scatola conservata in acqua senza zucchero o nel succo di frutta anziché nello sciroppo. Oltre a ciò, una volta aperta la confezione è consigliabile eliminare completamente il liquido in cui viene conservato il prodotto in modo da eliminare ulteriormente il contenuto di sale e/o zucchero.

Molti alimenti in scatola non contengono additivi alimentari, ma l'unico modo per saperlo con certezza è quello di leggere l'elenco degli ingredienti.

In conclusione, i cibi in scatola possono essere una scelta nutriente quando risulta difficile reperire gli alimenti freschi. Essi forniscono nutrienti essenziali e sono molto convenienti. Detto questo, gli alimenti in scatola sono anche una notevole fonte di BPA e possono contenere tracce di alluminio, elementi pericolosi per la salute. Per questo motivo, non si deve fare un consumo elevato dei cibi in scatola. In alternativa è consigliabile preferire gli alimenti conservati nei barattoli di vetro. A ogni modo, se si ha la possibilità di scegliere tra il cibo in scatola e il prodotto fresco, preferire indubbiamente l'alimento fresco.