06 Luglio 2016

Dolcificanti Artificiali: Fanno Male? Quali Sono Gli Effetti Collaterali?

I dolcificanti artificiali sono spesso al centro di accesi dibattiti. Da un lato c'è chi afferma che gli edulcoranti di sintesi aumentano il rischio di cancro e influenzano negativamente il livello di glucosio nel sangue nonché la salute dell'intestino. Dall'altro lato invece c'è chi ritiene che questi prodotti siano sicuri, e risultano molto efficaci per assumere meno zucchero, e aiutare ad abbassare il diabete nonché a perdere peso. In questo articolo cercheremo di capire meglio cosa ci dicono le ricerche scientifiche sui dolcificanti artificiali e quali sono i loro possibili effetti collaterali.

Cosa sono i dolcificanti artificiali?

Innanzitutto dobbiamo capire bene cosa sono e quali sono gli edulcoranti artificiali, o di sintesi. Sono sostanze chimiche che possono essere usate in sostituzione dello zucchero per addolcire cibi e bevande, ma anche altri prodotti destinati all'uso orale, come per esempio il collutorio, gli integratori alimentari, i medicinali, e così via.

Hanno spesso un sapore molto simile a quello dello zucchero ma hanno un potere dolcificante molto superiore a esso. Inoltre, i dolcificanti artificiali non apportano calorie oppure ne contengono pochissime rispetto al saccarosio.

Come funzionano i dolcificanti artificiali?

La superficie superiore della lingua, la parte alta della laringe e la zona posteriore dell'orofaringe sono ricoperti da papille gustative. Ogni papilla gustativa contiene vari recettori del gusto che consentono di rilevare i diversi sapori dei prodotti che si ingeriscono.

Quando si mangia o si beve, le molecole del cibo o della bibita entrano in contatto con i recettori del gusto. In tal modo, il cervello riceve segnali che consentono di individuare il gusto corrispondente a ciò che si ingerisce.

Per esempio, la molecola di zucchero viene individuata dal recettore del gusto legato alla dolcezza, permettendo al cervello di identificare il sapore dolce. Le molecole dei dolcificanti artificiali sono abbastanza simili a quelle del saccarosio, per cui vengono percepite dal recettore della dolcezza. Tuttavia, a differenza dello zucchero, gli edulcoranti artificiali sono strutturalmente diversi da esso, e il corpo umano non riesce a scinderli in calorie. Questo è il motivo per cui hanno un gusto molto dolce apportando praticamente zero calorie.

Solo una minoranza degli edulcoranti artificiali ha una struttura che il corpo può scomporre in calorie. Eppure, dato che sono necessarie solamente piccolissime quantità di dolcificante di sintesi per conferire ai cibi o alle bevande un sapore dolce, si assimilano comunque poche calorie, o addirittura nessuna [1].

Quali sono i dolcificanti artificiali?

Esistono diversi dolcificanti artificiali. I nomi degli edulcoranti di sintesi che citeremo qui sotto sono quelli più diffusi approvati per l'uso nell'Unione Europea e/o negli Stati Uniti d'America [2, 3]:

Aspartame (E951): è circa 200 volte più dolce dello zucchero da tavola, e possiede la stessa quantità di calorie. Come è facile intuire, ne basta molto meno per avere la stessa dolcezza del saccarosio, per cui l'apporto calorico risulta nettamente inferiore. Eppure, questo ingrediente è al centro di numerosi dibattiti legati agli effetti collaterali e ai problemi di salute che potrebbe causare. Ne discuteremo più avanti.

Acesulfame potassio o acesulfame K (E950): anche questo edulcorante è 200 volte più dolce dello zucchero. L'acesulfame potassico è molto resistente alle alte temperature, quindi viene usato principalmente nella preparazione di dolci e di altri prodotti di pasticceria o a lunga scadenza nonché nelle bibite gassate.

Advantame (E969): ha un potere dolcificante estremamente elevato, di circa 20.000 volte maggiore di quello dello zucchero. È resistente al calore, dunque è adatto per la cottura.

Sale di aspartame-acesulfame (E962): è 350 volte più dolce del saccarosio.

Ciclamato o Ciclamato di sodio (E952): è 50 volte più dolce dello zucchero da tavola. Il ciclamato resiste alle alte temperature. A partire dal 1970 questo edulcorante artificiale è stato vietato negli Stati Uniti, mentre in Europa continua a essere usato, seppure con restrizioni.

Neotamo (E961): risulta essere 13.000 volte più dolce dello zucchero. Il neotamo, o neotame, resiste al calore, per cui viene generalmente usato per la preparazione di prodotti di pasticceria a lunga scadenza.

Neoesperidina diidrocalcone o NHDC (E959): è 340 volte più dolce dello zucchero da tavola. È stabile sia alle alte temperature sia agli ambienti acidi. Non è approvato per l'uso negli USA.

Saccarina (E954): è circa 450-700 volte più dolce dello zucchero. È il primo edulcorante artificiale a essere stato scoperto, nel 1879. Risulta stabile sia al calore sia agli ambienti acidi.

Sucralosio (E955): ha un potere dolcificante di circa 600 volte maggiore a quello del saccarosio. Anche il sucralosio è termostabile e resistente agli ambienti acidi. Oltreoceano è noto con il marchio Splenda. [Per approfondire: Sucralosio (E955 o Splenda): È Buono O Fa Male Alla Salute?]

Dolcificanti artificiali, appetito, e peso corporeo

I dolcificanti artificiali vengono spesso usati da coloro che stanno cercando di dimagrire. Tuttavia, i loro effetti sull'appetito e sul peso corporeo possono essere diversi.

Effetti sull'appetito

Alcuni studi suggeriscono che i dolcificanti artificiali potrebbero aumentare l'appetito, facendo così ingrassare [4]. Si pensa infatti che per attivare una risposta da parte dell'ipotalamo, che controlla l'assunzione di cibo, oltre al gusto dolce è necessario anche un adeguato apporto calorico [5]. 

Dato che gli edulcoranti di sintesi hanno un sapore dolce ma non hanno calorie, o ne hanno pochissime, l'appetito non viene soddisfatto appieno. Inoltre, alcuni ricercatori credono che si abbia bisogno di ingerire quantità maggiori di un alimento contenente edulcoranti artificiali, rispetto alla versione addolcita con lo zucchero, al fine di sentirsi sazi [6, 7].

Oltre a ciò, uno studio ha rilevato che i dolcificanti di sintesi potrebbero causare un aumento del desiderio di mangiare di più e di consumare dolciumi [4].

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In realtà, molti studi recenti non supportano l'idea che i dolcificanti ipocalorici artificiali aumentino la fame o l'assunzione di calorie [8, 9, 10, 11, 12].

Diverse ricerche hanno infatti constatato che, generalmente, si ha meno fame e si consuma meno calorie quando si sostituisce gli alimenti e le bevande zuccherati con le alternative dolcificate artificialmente [13, 14, 15, 16, 17].

Effetti sul peso

Per quanto riguarda il controllo del peso, alcuni studi osservazionali riportano un legame tra il consumo di bibite addolcite in modo artificiale e l'obesità [18, 19].

Studi clinici controllati randomizzati hanno invece dimostrato che i dolcificanti artificiali possono effettivamente aiutare a ridurre il peso corporeo, la massa grassa e la circonferenza della vita [2021].

Tra questi, alcuni hanno constatato che la sostituzione delle regolari bevande zuccherate con le versioni senza zucchero può ridurre l'indice di massa corporea (IMC o BMI) fino a 1,3 kg/m2 nelle donne e a 1,7 kg/m2 negli uomini [22, 23].

Inoltre, la scelta di cibi addolciti artificialmente al posto di quelli contenenti zucchero contribuisce notevolmente a ridurre la quantità di calorie che si ingerisce. Diversi studi della durata variabile (da 4 settimane fino a 40 mesi) hanno dimostrato che questo aspetto è utile per favorire la perdita di peso [12, 24, 25].

Le bevande contenenti i dolcificanti artificiali possono essere un'alternativa valida per i consumatori regolari di bevande analcoliche che vogliono diminuire il loro apporto di zucchero e di calorie. Tuttavia, optare per la diet cola o altre bibite dietetiche prive di zucchero non porta ad alcun dimagrimento se si sente il bisogno di compensare al mancato ingerimento di calorie con porzioni di pasto più grandi oppure con dolci extra. Se quindi le bibite dietetiche aumentano il desiderio di consumare dolciumi, meglio evitarle e bere l'acqua, che rimane sempre e comunque la bevanda migliore, anche per non ingrassare e per facilitare il dimagrimento [26].

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Dolcificanti artificiali e diabete

Coloro che soffrono di diabete possono trarre beneficio dalla sostituzione dello zucchero con un dolcificante artificiale, che riesce comunque a offrire il piacere del gusto dolce senza però causare aumenti nei livelli di glucosio nel sangue [17, 27].

Eppure, alcuni studi riportano che bere le diet soda, ovvero le bevande gassate contenenti gli edulcoranti di sintesi, può aumentare il rischio di sviluppare il diabete dal 6 al 121% [28, 29, 30].

Tutto ciò può sembrare contraddittorio, ma è importante notare che tutti gli studi sono di tipo osservazionale. Essi non possono dimostrare dunque che i dolcificanti artificiali sono la causa del diabete, ma solo che alle persone con probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2 piace anche bere la soda dietetica.

D'altro canto, molti studi controllati dimostrano che i dolcificanti artificiali non influenzano i livelli di glucosio nel sangue o quelli di insulina [31, 32, 33, 34, 35, 36].

Finora, solamente un piccolo studio condotto su un gruppo di donne di origine ispanica ha riscontrato effetti negativi causati direttamente dagli edulcoranti artificiali. Le donne che hanno bevuto una bevanda dolcificata artificialmente prima di assumere una bevanda zuccherata hanno avuto un innalzamento maggiore dei livelli di glucosio nel sangue (14% in più) e di quelli di insulina (20% in più) rispetto a coloro che hanno bevuto l'acqua prima della bevanda zuccherata.

Tuttavia, bisogna sottolineare che le partecipanti alla ricerca non erano abituate al consumo di bibite dietetiche addolcite artificialmente. Questo aspetto può in parte spiegare i risultati dello studio. Inoltre, i dolcificanti di sintesi possono avere effetti diversi in base all'età delle persone o al background genetico [37].

In definitiva, possiamo dire che la ricerca è più a favore dell'uso dei dolcificanti artificiali ipocalorici nei diabetici. Detto questo, sono necessarie ulteriori ricerche per valutare gli effetti a lungo termine dei diversi edulcoranti di sintesi nelle varie popolazioni.

Edulcoranti artificiali e sindrome metabolica

La sindrome metabolica fa riferimento a un insieme di disturbi tra cui l'ipertensione, la glicemia alta, l'accumulo di grasso viscerale, e i livelli di colesterolo alti. Queste condizioni aumentano il rischio di malattie come l'ictus, le malattie cardiache, e il diabete di tipo 2.

Alcuni studi suggeriscono che coloro che bevono regolarmente bibite dietetiche potrebbero presentare un rischio maggiore del 36% di sviluppare la sindrome metabolica [38].

Altri studi più attendibili segnalano invece che tali bevande dolcificate artificialmente non hanno alcun effetto collaterale [39, 40, 41].

Una recente ricerca ha esaminato gli effetti di diverse bevande su 4 gruppi di persone in sovrappeso oppure obese. Un gruppo ha dovuto bere ogni giorno 1 litro di soda normale, un altro gruppo 1 litro di diet soda, un altro gruppo 1 litro di acqua, mentre un altro 1 litro di latte parzialmente scremato. L'esperimento è durato sei mesi, alla fine dei quali i partecipanti che hanno bevuto la diet soda hanno riscontrato notevoli differenze rispetto a quelli che hanno assunto la soda regolare. Il gruppo della diet soda pesava il 17-21% in meno e aveva il 24-31% in meno di grasso accumulato sulla pancia, i loro livelli di colesterolo erano inferiori del 32%, e la pressione sanguigna più bassa del 10-15%. L'acqua ha avuto gli stessi benefici della diet soda rispetto alla normale soda [41].

Ciò dimostra che i dolcificanti ipocalorici artificiali non causano la sindrome metabolica. Anzi, sostituire le bevande zuccherate con quelle dolcificate artificialmente potrebbe in effetti ridurre il rischio di diversi problemi di salute.

Dolcificanti artificiali e salute dell'intestino

I batteri buoni presenti nell'intestino, come i probiotici, sono molto importanti per la salute. Una cattiva salute intestinale è legata a numerosi problemi, tra cui: aumento del peso corporeo, glicemia alta, sindrome metabolica, sistema immunitario indebolito, e disturbi del sonno [42, 43, 44, 45, 46, 47].

La composizione e la funzione dei batteri intestinali varia da individuo a individuo, e sembrano essere influenzate da ciò che si mangia, compresi i dolcificanti di sintesi [48, 49].

In uno studio recente, l'edulcorante artificiale saccarina ha interrotto l'equilibrio dei batteri intestinali in 4 dei 7 partecipanti che non erano abituati al consumo di questo dolcificante. I 4 soggetti che hanno subito cambiamenti nell'equilibrio della flora batterica intestinale hanno anche subito peggioramenti nel controllo della glicemia a soli 5 giorni dall'assunzione del dolcificante artificiale.

Oltre a ciò, quando i batteri intestinali di queste persone sono stati trasferiti nell'intestino dei topi da laboratorio, anche in essi si sono verificati peggioramenti nei livelli di zuccheri nel sangue. Nei topi che invece hanno ricevuto i batteri dei 3 soggetti che non avevano subito cambiamenti non si è avuta alcuna variazione nella capacità di controllare i livelli di glucosio nel sangue [50].

Come dimostrato da questo studio, non tutti rispondiamo allo stesso modo all'assunzione dei dolcificanti artificiali. Inoltre, questo è l'unico studio condotto finora che mostra questi effetti sugli esseri umani. Ulteriori ricerche si rendono dunque necessarie prima di trarre conclusioni definitive.

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Dolcificanti artificiali e cancro

Sin dai primi anni del 1970 sono cominciati diversi dibattiti sulla sicurezza del consumo dei dolcificanti artificiali e sui potenziali rischi legati al cancro. Tali discussioni hanno preso il via da quando alcuni studi condotti sugli animali hanno constatato un aumento del rischio di cancro alla vescica nei topi a cui sono state date dosi molto elevate di saccarina e ciclammato [51].

Bisogna però sottolineare che il metabolismo della saccarina è diverso nei topi e negli esseri umani. A ogni modo, da quel momento più di 30 studi effettuati sugli esseri umani non hanno trovato collegamenti tra i dolcificanti artificiali e il rischio di sviluppare il cancro [1, 52, 53, 54].

Uno di questi studi ha seguito 9.000 partecipanti per 13 anni, monitorando regolarmente la loro assunzione di dolcificanti artificiali. I ricercatori non hanno rintracciato alcun legame tra i dolcificanti artificiali e il rischio di sviluppare vari tipi di cancro [52].

Una recente revisione ha analizzato gli studi che sono stati pubblicati nel corso di 11 anni, e neppure questa ha trovato un collegamento tra il rischio di cancro e il consumo di dolcificanti artificiali [55].

Questi aspetti sono stati valutati anche dalle autorità europee e statunitensi, tra cui l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (European Food Safety Authority o EFSA), che hanno convenuto che i dolcificanti artificiali assunti nei dosaggi consigliati non aumentano il rischio di cancro [1, 56].

Un'eccezione è il ciclamato, che è stato vietato negli Stati Uniti d'America proprio a seguito dello studio del 1970 menzionato precedentemente, in cui è stato constatato un aumento del rischio di cancro alla vescica nei topi. Da allora, ampi studi sugli animali non hanno comunque dimostrato un collegamento diretto con il cancro. Tuttavia, l'uso del ciclammato non è mai stato reintrodotto negli USA.

Dolcificanti artificiali e salute dentale

La carie dentaria è causata dai batteri che popolano la cavità orale e che si nutrono dello zucchero e di altri residui alimentari che rimangono in bocca. In questo modo i batteri generano metaboliti a pH acido che possono danneggiare lo smalto dei denti e, con il tempo, provocare le carie.

Diversamente dal saccarosio, i dolcificanti artificiali non reagiscono con i batteri presenti nella bocca. Ciò significa che non formano acidi, e che quindi non portano allo sviluppo della carie [57].

L'autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) afferma che tutti i dolcificanti artificiali, se consumati al posto dello zucchero, sono utili per neutralizzare gli acidi nella bocca e aiutano a prevenire la carie [58].

Aspartame, mal di testa, depressione e crisi epilettiche

Vari dolcificanti artificiali possono causare, almeno in alcuni individui, spiacevoli sintomi come il mal di testa, la depressione e le convulsioni. Anche se la maggior parte degli studi indica che non vi è alcun legame tra l'aspartame e il mal di testa, due ricerche dimostrano che alcune persone sono più sensibili di altre [59, 60, 61, 62, 63].

Tale variabilità da individuo a individuo può valere anche per gli effetti dell'aspartame sulla depressione. Per esempio, coloro che soffrono di disturbi dell'umore possono avere più probabilità di accusare sintomi depressivi in ​​risposta al consumo di aspartame [64].

Infine, nella maggior parte dei casi i dolcificanti artificiali non aumentano il rischio di attacchi epilettici. Uno studio ha invece constatato una maggiore attività cerebrale nei bambini con crisi di assenza [65, 66, 67].

Dolcificanti artificiali, sicurezza ed effetti collaterali

I dolcificanti artificiali sono generalmente considerati sicuri, soprattutto se assunti nei dosaggi consigliati e in sostituzione dello zucchero.

Detto questo, alcuni individui dovrebbero evitare di consumarli. Per esempio, l'aspartame contiene l'amminoacido fenilalanina. Le persone che soffrono di una malattia metabolica rara nota come fenilchetonuria (PKU) non sono in grado di metabolizzare tale sostanza, e dovrebbero dunque evitare completamente l'aspartame.

Inoltre, alcuni sono allergici alla classe di composti a cui appartiene la saccarina, i sulfamidici. Per questi soggetti, l'uso di saccarina può causare difficoltà respiratorie, eruzioni cutanee o diarrea.

In conclusione, l'utilizzo dei dolcificanti artificiali ipocalorici in sostituzione dello zucchero e nelle dosi consigliate pone pochi rischi per la salute e può avere benefici legati alla perdita di peso, al controllo della glicemia e alla salute dentale. Detto ciò, la probabilità che si verifichino alcuni effetti collaterali può variare da un individuo a individuo. Alcune persone possono sentirsi male o riportare effetti negativi dopo il consumo degli edulcoranti di sintesi, anche se dovrebbero essere ben tollerati dalla maggior parte degli individui. A ogni modo, se si vuole evitare i dolcificanti artificiali e lo zucchero ma non si vuole rinunciare al gusto dolce si consiglia di provare i dolcificanti naturali ipocalorici come la stevia, il maltilolo, lo xilitolo o atri.

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