09 Novembre 2017

Endometriosi: Alimenti Consigliati E Da Evitare

L'endometriosi è una malattia che si sviluppa nel momento in cui il tessuto che costituisce la parete interna dell'utero, ovvero l'endometrio, cresce all'esterno dell'utero in aree quali il tube, le ovaie, l'intestino, la vagina e altri organi. Si stima che in tutto il mondo le donne che soffrono di endometriosi sono almeno una su 10. I sintomi più comuni sono dolore pelvico, soprattutto durante l'evacuazione, il ciclo mestruale e i rapporti sessuali, senso di debolezza, problemi intestinali, infertilità.

La causa esatta dell'endometriosi è tuttora sconosciuta, e attualmente non esiste una cura specifica. Tuttavia, diversi alimenti possono aumentare o diminuire il rischio di endometriosi, e alcune donne ritengono che apportare cambiamenti a livello dietetico sia utile per contribuire a ridurre i sintomi di questa malattia. Di seguito, alcuni consigli alimentari che aiutano a gestire l'endometriosi.

Aumentare l'assunzione di omega-3

Gli omega-3 sono acidi grassi sani con proprietà antinfiammatorie. Si trovano principalmente nel pesce grasso, ma anche in altre fonti sia animali sia vegetali, come per esempio i semi di lino e i semi di chia, le noci, le mandorle e la soia.

Oggigiorno, la dieta di molte persone è caratterizzata da uno squilibrio tra omega-3 e omega-6. Questi ultimi sono grassi che, al contrario degli omega-3, possono promuovere l'infiammazione, e quindi aumentano anche i sintomi dolorosi. Dato che l'endometriosi è spesso associata a un accrescimento del dolore e dell'infiammazione, bilanciare il rapporto tra i grassi omega-3 e omega-6 nella dieta, assumendo più omega-3 e meno omega-6, è utile per le donne che soffrono di questo problema di salute [1].

[Per approfondire leggi Come Bilanciare Il Rapporto Omega-6:Omega-3 Nella Dieta Quotidiana]

Inoltre, nei test di laboratorio è stato dimostrato che una maggiore presenza di omega-3 rispetto agli omega-6 inibisce la sopravvivenza delle cellule endometriali. Gli acidi grassi omega-3 possono dunque scoraggiare lo sviluppo delle cellule endometriali [1, 3, 4, 5].

Uno studio osservazionale ha riscontrato che nelle donne che hanno consumato quantità più elevate di grassi omega-3 le probabilità di avere l'endometriosi erano il 22% inferiori rispetto alle donne con una dieta povera di omega-3 [3, 6].

Inoltre, l'assunzione di integratori di olio di pesce contenenti omega-3 può ridurre significativamente i sintomi mestruali e il dolore [7, 8].

Bisogna però notare che altri studi osservazionali non hanno trovato alcuna associazione tra l'assunzione di grassi e il rischio di endometriosi [3]. Comunque sia, aumentare i livelli di omega-3 è uno dei modi più semplici per combattere il dolore e l'infiammazione legati all'endometriosi e ad altri problemi di salute.

Diminuire il consumo di carne rossa

Il consumo di carne rossa, specialmente di carne rossa processata, è legato a un rischio più elevato di diverse malattie nonché a un aumento dell'infiammazione nell'organismo. Uno studio osservazionale ha rilevato che le donne che mangiavano più carne processata e insaccati mostravano un rischio maggiore di endometriosi rispetto a coloro che ne mangiavano meno. Tuttavia, altri due studi non sono giunti agli stessi risultati [3].

Alcuni test suggeriscono che un'elevata assunzione di carne rossa può essere associata a livelli più alti di estrogeni nel sangue [9, 10]. Dato che l'endometriosi è una malattia estrogeno-dipendente, tassi più alti di estrogeni nel sangue possono aumentarne il rischio [11].

Attualmente non sono state fatte sufficienti ricerche sul legame diretto tra consumo di carne rossa ed endometriosi per poter trarre conclusioni certe. Anche se gli studi finora condotti sono in conflitto, alcune donne possono beneficiare di una dieta a basso contenuto di carni rosse.

Mangiare più frutta, verdura e cereali integrali

Frutta, verdura e cereali integrali sono ricchi di vitamine, minerali, fibre e altri nutrienti benefici per la salute di ognuno di noi.

Le fibre alimentari aiutano l'organismo a regolare i livelli di alcuni ormoni nel corpo, e gli studi hanno associato un'elevata assunzione di fibre con livelli più bassi di ormoni sessuali nel sangue, compresi gli estrogeni [12]. Ciò significa che una dieta ricca di fibre può essere una buona strategia per alcune donne che soffrono di endometriosi.

Frutta, verdura e cereali integrali sono le migliori fonti di fibre alimentari. Questi alimenti forniscono anche antiossidanti, i quali rappresentano un ulteriore aiuto per combattere l'infiammazione. Uno studio ha scoperto che l'assunzione di integratori antiossidanti può ridurre significativamente il dolore legato all'endometriosi [13].

Oltre a ciò, una ricerca si è occupata del legame diretto tra l'endometriosi e il consumo di frutta e verdura, rilevando che un maggiore apporto di questi alimenti è associato a un rischio più basso del disturbo [14].

Un altro studio afferma invece il contrario, ovvero che l'elevata assunzione di frutta è collegata a un aumento del rischio di endometriosi [15]. In questo caso, una possibile spiegazione è che con un consumo maggiore di frutta spesso si accresce anche l'assunzione di pesticidi. Alcuni tipi di pesticidi possono avere effetti sugli estrogeni, che a loro volta favoriscono lo sviluppo dell'endometriosi.

Senza ulteriori ricerche, non è possibile dire con certezza se la frutta e la verdura abbiano effettivamente ripercussioni positive o negative sull'endometriosi. Tuttavia, la maggior parte delle evidenze scientifiche finora disponibili suggerisce che seguire una dieta ricca di frutta, verdura e cereali integrali può essere una buona strategia.

Evitare i grassi trans

I grassi trans che si trovano nei grassi idrogenati di alcuni alimenti trasformati aumentano il rischio di malattie cardiache. Varie ricerche hanno anche dimostrato che possono accrescere il rischio di endometriosi. Uno studio osservazionale ha rilevato che le donne con una dieta più ricca di grassi trans presentano un rischio di endometriosi superiore del 48% [6].

Anche se un solo studio non può essere sufficiente per trarre conclusioni, evitare i grassi trans è una buona raccomandazione a prescindere. Per sapere se un prodotto contiene grassi trans basta leggere l'etichetta. Tutto ciò che contiene oli o grassi parzialmente idrogenati o idrogenati contiene anche grassi trans.

Diminuire o evitare gli alimenti trasformati

Ridurre al minimo l'assunzione di alimenti trasformati è una buona idea per chiunque, non solo per coloro che soffrono di endometriosi. I cibi trasformati sono spesso ricchi di grassi e zuccheri poco salutari e hanno basse quantità di sostanze nutritive e fibre. Di conseguenza, limitare l'assunzione di cibi come prodotti preconfezionati, cracker, caramelle, dolciumi e alimenti fritti può aiutare a ridurre l'infiammazione e il dolore legato all'endometriosi.

Per avere maggiori benefici, sostituire i cibi trasformati con le alternative alimentari che possono aiutare a gestire l'endometriosi, come gli alimenti ricchi di omega-3, i cereali integrali, la frutta e le verdure. È semplice apportare qualche cambiamento salutare alla propria dieta; per esempio, si può sostituire uno snack poco salutare come le patatine con una manciata di noci o mandorle oppure con una frutta fresca.

Limitare la caffeina e l'alcool

Sebbene anche in questo caso i risultati delle ricerche siano contrastanti per quanto concerne il legame diretto fra l'endometriosi e l'assunzione di alcolici e caffeina, alcune donne dovrebbero ridurre o rimuovere queste sostanze dalla loro dieta. Il motivo è semplice, l'alcool e la caffeina sono associati a un aumento dei livelli di estrogeni, che, come già detto in precedenza, possono far salire il rischio di endometriosi [16, 17, 18].

La soia può essere utile

Alcune diete utili per far fronte all'endometriosi sono prive di soia e derivati. Questo perché la soia contiene fitoestrogeni, ovvero composti vegetali che possono imitare gli estrogeni. Come sappiamo, gli estrogeni favoriscono lo sviluppo dell'endometriosi. Tuttavia, non si è ancora a conoscenza di come i fitoestrogeni possano influenzare l'endometriosi.

Anche in questo caso, gli studi sono contrastanti. È interessante notare che un fitoestrogeno chiamato puerarina è attualmente in fase di sperimentazione sugli animali come potenziale trattamento per l'endometriosi [19, 20].

Secondo alcuni ricercatori i fitoestrogeni, anziché aumentare gli effetti estrogeno-simili nel corpo, svolgono un'azione opposta, ovvero bloccano gli effetti degli estrogeni e riducono l'endometriosi [3, 21, 22, 23]. In sintesi, l'estrogeno si lega ai recettori cellulari che costituiscono i tessuti. Gli effetti dei fitoestrogeni sono più deboli di quelli degli estrogeni. Quindi, quando i fitoestrogeni si legano ai recettori degli estrogeni, rendono disponibili meno recettori per gli estrogeni. In tal modo i fitoestrogeni svolgono un'azione antiestrogena nel corpo.

Detto ciò, è bene ricordare che ci sono studi che non confermano tale teoria, e che anzi suggeriscono che la soia e gli integratori di soia possono accrescere il rischio di endometriosi ed essere dannosi per le donne che soffrono di tale malattia [24, 25, 26].

Sono dunque necessarie ulteriori ricerche prima di trarre conclusioni certe sugli effetti della soia e dei fitoestrogeni sull'endometriosi.

Dieta senza glutine o a basso contenuto di FODMAP

Alcune diete possono contribuire a ridurre i sintomi dell'endometriosi. Tra queste, troviamo le diete senza glutine e quelle con un basso contenuto di FODMAP, ovvero di carboidrati a catena corta che risultano difficili da assorbire nel piccolo intestino, come gli oligosaccaridi, i disaccaridi, i monosaccaridi e i polioli fermentabili.

Dieta senza glutine

Ci sono prove che una dieta senza glutine possa essere utile per le donne con l'endometriosi. Uno studio su 207 donne ha rilevato che il 75% di esse ha avuto una significativa diminuzione del dolore dopo 12 mesi in cui hanno seguito una dieta priva di glutine [27]. Questo studio non ha però incluso un gruppo di controllo, quindi l'effetto placebo non può essere considerato.

Un altro studio condotto su 300 donne è giunto a risultati simili, e ha anche previsto un gruppo di controllo. Dunque, un gruppo ha preso solo i farmaci, mentre l'altro ha preso i farmaci e ha seguito una dieta senza glutine. Alla fine, nel gruppo che ha adottato la dieta senza glutine c'è stata una significativa riduzione del dolore pelvico [28].

Dieta a basso contenuto di FODMAP

La dieta a basso contenuto di FODMAP (oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili) può anch'essa essere utile per le donne che soffrono di endometriosi.

I batteri dell'intestino fanno fermentare i FODMAP, per cui si assiste a una produzione eccessiva di gas intestinali che provoca dolore e disagio nei soggetti con la sindrome dell'intestino irritabile (IBS).

La dieta low-FODMAP è stata studiata per alleviare i sintomi intestinali nei pazienti con la sindrome dell'intestino irritabile. I cibi ad alto contenuto di FODMAP vengono quindi ridotti.

Uno studio sulle persone con la IBS e l'endometriosi ha rilevato che una dieta a basso contenuto di FODMAP migliora i sintomi della IBS nel 72% dei casi [29].

Sia la dieta senza glutine sia quella low-FODMAP possono risultare restrittive e un po' difficili da seguire; tuttavia, possono offrire sollievo dai sintomi dell'endometriosi. Se si decide di provare una di queste diete, è buona norma parlare prima con un dietista per realizzare un programma adatto alle proprie esigenze.

In conclusione, non c'è una cura specifica per l'endometriosi, e i trattamenti chirurgici o medici rimangono i metodi più efficaci per gestire il disturbo. A ogni modo, apportare cambiamenti dietetici è un approccio complementare che può aiutare alcune donne ad alleviare i sintomi della malattia. Bisogna tenere presente che poiché i sintomi dell'endometriosi variano da persona a persona, i trattamenti che funzionano bene per qualcuna potrebbero non essere quelli giusti per qualcun'altra. Per tale motivo, è necessario prendersi del tempo per sperimentare le soluzioni migliori per sé, nonché avere pazienza per capire bene quali sono i cambiamenti da fare e qual è l'approccio giusto per il proprio caso specifico.

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