31 Agosto 2016

L'Olio Di Canola (Colza) Fa Male o Fa Bene?

L'olio di canola è un olio vegetale alimentare ricavato da una varietà canadese della colza, che è a basso contenuto di acido erucico, una sostanza considerata tossica per gli esseri umani. Il termine CANOLA sta per Canadian Oil Low Acid, letteralmente olio canadese a basso contenuto di acido. L'olio di canola è inoltre povero di grassi saturi, ma ricco di acidi grassi insaturi, compresi gli omega-3. Da molti, l'olio di canola è considerato salutare. Ma è davvero così? L'olio di canola fa bene o fa male? Cerchiamo di capirlo meglio con l'aiuto di ricerche scientifiche.

Che cos'è l'olio di canola?

In passato, l'olio di colza veniva impiegato per scopi industriali e come combustibile perché economico da produrre, ma non poteva essere consumato come alimento poiché conteneva alcune sostanze pericolose per la salute umana, e poco appetibili al palato:

  • Acido erucico: un acido grasso dannoso soprattutto per la salute cardiovascolare [1].
  • Glucosinolati: composti dal sapore amaro che conferiscono all'olio un gusto pessimo.

Un gruppo di scienziati canadesi ha deciso di rendere l'olio di colza un olio commestibile, creando una varietà di semi di colza contenenti meno quantità di queste sostanze nocive e amare.

Inoltre, sin dal 1995 la Monsanto, nota multinazionale biotech nel settore agrario, ha prodotto colza geneticamente modificata per essere resistente all'erbicida RoundUp. Oggi, circa il 90% dei raccolti di canola nel mondo è geneticamente modificato.

Come si produce l'olio di canola

Il modo migliore per spiegare come si produce l'olio di canola è certamente attraverso le immagini. Suggeriamo dunque di guardare il breve video qui di seguito, che spiega nel dettaglio la produzione di questo olio vegetale.

Nonostante all'inizio del video vangano elogiati i benefici dell'olio di canola poiché povero di grassi saturi e ricco di omega-3, in realtà, come dimostrato dallo stesso video, l'olio di canola non è poi così naturale. Durante i vari stadi, quest'olio viene sottoposto a diversi processi di raffinazione che utilizzano composti chimici, i quali privano il prodotto di gran parte delle sue proprietà nutrizionali e possono lasciare residui.

Di sicuro si tratta di approcci più nocivi rispetto a quelli utilizzati per la produzione di altri grassi e oli più salutari, come il burro, l'olio d'oliva o l'olio di cocco.

Inoltre, in realtà i grassi saturi non sono poi così dannosi come si è pensato finora; a tal proposito invitiamo a leggere i seguenti due articoli:

Il semplice fatto che l'olio viene esposto al calore elevato dovrebbe bastare a far storcere il naso. L'olio di canola o di colza è ad alto contenuto di grassi polinsaturi, che sono molto sensibili all'alto calore, e quindi si ossida facilmente (diventa rancido).

Oltre a ciò, un solvente tossico noto come esano viene utilizzato per estrarre l'olio dai semi. Tracce di esano possono dunque rimanere anche nel prodotto finale. Ovviamente, durante questo processo di produzione innaturale, parte dell'olio viene danneggiato. Tale aspetto non può essere compreso dal consumatore finale che non riesce a percepirlo poiché l'olio viene deodorato nonché schiarito.

Uno studio ha analizzato gli oli di colza e di soia che si trovano sugli scaffali dei negozi statunitensi e ha scoperto che, tra gli acidi grassi presenti in essi, fino al 4,2% sono grassi trans nocivi [2].

I grassi trans sono tra i più dannosi in assoluto, e sono legati allo sviluppo di molte malattie gravi, in particolare a livello cardiovascolare [3, 4].

Tuttavia, è bene tenere presente che l'olio di canola spremuto a freddo e biologico non subisce gli stessi processi, per cui non presenta il medesimo contenuto di grassi ossidati o grassi trans. Sfortunatamente, la maggior parte degli oli di colza/canola viene ottenuta con metodi di lavorazione industriali.

Olio di canola: valori nutrizionali

Come gran parte degli oli vegetali altamente raffinati, anche l'olio di canola risulta a basso contenuto di nutrienti essenziali. A ogni modo, quest'olio contiene minime quantità di vitamine liposolubili E e K.

Generalmente, gli oli di canola in commercio (non biologici e non pressati a freddo) sono costituiti dalle seguenti percentuali di acidi grassi:

  • Grassi saturi: 7%.
  • Grassi monoinsaturi: 63%.
  • Grassi polinsaturi: 28% (con un rapporto omega-6:omega-3 pari a 2:1).

Le percentuali possono chiaramente variare in base al marchio e ai diversi lotti.

Anche se l'olio di canola contiene un rapporto equilibrato di acidi grassi omega-6 e omega-3, bisogna tenere a mente che il nostro corpo non necessita di grandi quantità di questi tipi di grassi. Ingerire troppo olio di canola porterebbe l'assunzione di grassi polinsaturi a livelli innaturali, molto più alti di quelli a cui il corpo umano è abituato.

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Questi acidi grassi finiscono nelle membrane cellulari e sono soggetti a facile ossidazione, innescando reazioni a catena di radicali liberi nonché causando danni importanti a molecole come le proteine e al DNA [5, 6].

Oltre a ciò, è bene ricordare che gli omega-3 nell'olio di colza sono ALA (acido alfa linolenico). Gli ALA sono la forma vegetale degli omega-3, che necessita di essere convertita nelle forme animali EPA e DHA per essere assimilata al meglio.

Diversi studi suggeriscono che il corpo umano non riesce a sfruttare al massimo gli ALA perché non è in grado di convertire del tutto questi acidi in EPA e DHA. Questo significa che l'olio di canola, spesso pubblicizzato come salutare proprio per l'elevato apporto di omega-3, in realtà non ne è poi così ricco [7, 8].

Inoltre bisogna ricordare che durante il processo di produzione dell'olio di canola, gran parte di questi grassi polinsaturi irrancidisce e un'altra parte di essi diventa grasso trans.

Dunque, se si vuole una buona fonte di omega-3, l'olio di canola non è certamente la migliore; meglio scegliere qualche altro alimento.

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L'olio di canola abbassa il colesterolo

Diversi studi clinici controllati hanno dimostrato che l'olio di canola è utile per abbassare il colesterolo nelle persone. In questi studi, l'olio di canola diminuisce il colesterolo totale, il colesterolo legato alle LDL (comunemente noto come "colesterolo cattivo") e i trigliceridi fino al 25%. L'olio svolge pochissimi effetti sui livelli di HDL [9, 10, 11, 12, 13, 14].

Tuttavia, questi studi sono di breve durata (il più lungo è di 4 mesi, ma la maggior parte è di 3-4 settimane), e non possono quindi essere utili per determinare effetti più o meno positivi legati alle malattie cardiache.

È importante considerare che i livelli di colesterolo sono un fattore di rischio, non necessariamente una causa di malattia. Per sapere se un qualcosa è davvero efficace per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, non basta misurare solo un marker associato a esse.

Altre ricerche durate diversi anni hanno dimostrato che, anche se gli oli vegetali abbassano il colesterolo nel breve termine, possono, nel lungo termine, aumentare il rischio di malattie cardiache [15, 16].

Pertanto, il fatto che l'olio di canola diminuisca i livelli di colesterolo non dimostra che tale prodotto sia davvero utile per la salute del cuore nel lungo periodo. È anzi probabile che, proprio come altri oli vegetali, anche l'olio di canola peggiori la salute cardiovascolare con un suo consumo regolare e continuato negli anni.

L'olio di canola potrebbe essere un prodotto sopravvalutato

In genere gli oli vegetali prodotti a livello industriale sono poco salutari, e l'olio di canola non fa eccezione. Se si riesce a reperire un olio di canola biologico spremuto a freddo, allora non c'è il rischio che questo abbia un'alta percentuale di grassi ossidati e grassi trans. Ma si consiglia comunque di usarlo con parsimonia e di non utilizzarlo per cucinare, tanto meno per friggere, perché ha un elevato apporto di acidi grassi polinsaturi che sono altamente instabili e si ossidano molto facilmente.

Per quanto riguarda invece l'olio di canola convenzionale, ricordiamo che è a basso contenuto di sostanze nutritive ed è ad alto contenuto di grassi ossidati e trans, mentre il buon apporto di omega-3 rimane difficile da assimilare. Si tratta dunque di un olio che fa male alla salute se usato regolarmente, e soprattutto se impiegato per cucinare, in particolare per friggere.