25 Gennaio 2017

Olio Di Palma: Fa Male O Fa Bene?

L'olio di palma si ottiene dal frutto della palma da olio. In genere, ha un colore rossastro se non viene raffinato completamente. Oltre a questo tipo di olio, abbiamo anche l'olio ottenuto dal nocciolo (o seme) della palma, noto come olio di palmisto. Oggigiorno, questi oli vengono sempre più impiegati, soprattutto dall'industria alimentare, poiché molto economici. Ma ci sono varie controversie sull'olio di palma, legate principalmente alla sua produzione. Per quanto riguarda invece la salute umana, l'olio di palma fa bene o fa male? Come vedremo in questo articolo, ci sono dei pro e dei contro.

Cos'è l'olio di palma?

L'olio di palma, come già accennato in precedenza, viene estratto dai frutti delle palme da olio. A volte viene chiamato anche olio di palma rosso, per via della sua colorazione rosso-arancio. Può avere un sapore dolciastro, molto ricco e un po' terroso. Per alcuni ha un gusto simile alla carota o alla zucca.

La principale fonte di olio di palma è la pianta nota come Elaeis guineensis, originaria delle zone ovest e sud-ovest dell'Africa. L'uso di questa pianta in queste regioni africane risale a più di 5000 anni fa.

Un'altra palma da olio simile a quella africana è la Elaeis oleifera, conosciuta anche come palma da olio americana poiché si trova nelle aree del sud e del centro America. Raramente viene coltivata su scala commerciale.

Negli ultimi anni, le monocolture di palma da olio sono aumentate notevolmente, soprattutto nel sud-est asiatico, in particolare nei territori compresi tra la Malesia e l'Indonesia. Basti pensare che soltanto questi due paesi producono attualmente oltre l'80% della fornitura mondiale di olio di palma [1].

Come l'olio di cocco, anche l'olio di palma risulta semi-solido a temperatura ambiente. Tuttavia, il suo punto di fusione è 35 °C, mentre il punto di fusione dell'olio di cocco è 24 °C. Ciò è dovuto alle differenti percentuali di acidi grassi saturi presenti nei due oli.

L'olio di palma è uno degli oli meno costosi e più usati al mondo, tanto da costituire circa un terzo della produzione globale di oli vegetali [1]. Ricordiamo che l'olio di palma non deve essere confuso con l'olio di palmisti. Anche se entrambi provengono dalla stessa pianta, l'olio di palmisto viene estratto dal seme (o nocciolo) del frutto. Ha una colorazione chiara, non rossastra, e in parte è composto da nutrienti diversi.

Usi dell'olio di palma

Come è facile immaginare, data la sua grande popolarità, l'olio di palma viene usato non solo per la cottura degli alimenti, ma principalmente dall'industria alimentare per la produzione di cibi preconfezionati.

Inoltre, questo olio vegetale è molto impiegato in Africa occidentale e nelle ricette della cucina tropicale; si accompagna bene a piatti piccanti e/o speziati, soprattutto se conditi con il curry.

L'olio di palma è spesso usato per rosolare o friggere perché possiede un elevato punto di fumo (230-240 °C); è molto stabile al calore e alle alte temperature grazie alla grande quantità di acidi grassi saturi presenti al suo interno [2].

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L'olio di palma viene talvolta aggiunto al burro di arachidi o ad altre creme ottenute dalla frutta a guscio per evitare che avvenga la separazione della componente liquida oleosa dalla parte più solida spalmabile e per migliorare la conservazione del prodotto. Per gli stessi motivi viene usato anche nella Nutella.

Oltre che nei burri e nelle creme spalmabili, l'olio di palma può essere presente in altri alimenti, soprattutto preconfezionati:

  • Cereali
  • Prodotti da forno come pane, biscotti e muffin
  • Barrette proteiche o dietetiche
  • Cioccolato
  • Margarina

L'olio di palma può essere utilizzato come ingrediente anche in diversi prodotti non alimentari, come il dentifricio, il sapone e i cosmetici. Inoltre, può essere usato per produrre biodiesel, una fonte di energia alternativa.

Nutrienti contenuti nell'olio di palma

Qui sotto elenchiamo i vari nutrienti con le rispettive quantità presenti in un cucchiaio (14 grammi) di olio di palma:

  • Calorie: 119
  • Grassi: 13,5 grammi
  • Grassi saturi: 6,7 gr
  • Grassi monoinsaturi: 5 gr
  • Grassi polinsaturi: 1,3 gr
  • Acidi grassi omega-3: 27 mg
  • Acidi grassi omega-6: 1228 mg
  • Vitamina E: 2,2 mg (11% della RDA)
  • Vitamina K: 1,1 mcg (1% della RDA)

Tutte le calorie dell'olio di palma provengono dai grassi. La sua composizione in acidi grassi è costituita per circa il 50% da grassi saturi, il 40% da grassi monoinsaturi, e il 10% da grassi polinsaturi.

Il tipo di grassi saturi maggiormente presente nell'olio di palma è l'acido palmitico, che rappresenta pressappoco il 45% delle sue calorie. Contiene anche piccole quantità di altri acidi grassi, tra cui l'acido stearico, l'acido miristico, l'acido oleico e l'acido laurico. L'olio di palmisti è invece costituito principalmente dall'acido laurico.

Il colore rosso-arancio caratteristico degli oli di palma meno raffinati è dato dai carotenoidi, tra cui il beta-carotene, un composto antiossidante precursore della vitamina A. La quantità di carotenoidi varia in base alla raffinazione del prodotto. Più l'olio è rosso, maggiore è la presenza di questi pigmenti organici antiossidanti.

Nell'olio di palma biofrazionato, la parte liquida del prodotto viene separata da quella solida mediante un processo di cristallizzazione e filtrazione. La parte solida ha una maggiore quantità di grassi saturi e ha una temperatura di fusione superiore.

L'olio di palma è dunque costituito quasi esclusivamente da grassi, la metà dei quali sono acidi grassi saturi. Contiene anche antiossidanti come la vitamina E e i carotenoidi, i quali possono essere convertiti in vitamina A dal nostro organismo.

Olio di palma: benefici per la salute

Secondo diverse ricerche, l'olio di palma, in quantità moderate, può avere vari benefici per la salute umana: protegge il cervello, riduce i fattori di rischio delle malattie cardiache, e apporta ulteriori vantaggi legati all'aumento della vitamina A.

Olio di palma e salute del cervello

L'olio di palma è una delle fonti più importanti di tocotrienolo, una forma di vitamina E con elevate proprietà antiossidanti che possono contribuire a sostenere la salute cerebrale.

Studi condotti sia sugli esseri umani sia sugli animali suggeriscono che i tocotrienoli dell'olio di palma aiutano a proteggere i delicati grassi polinsaturi del cervello, a rallentare la progressione della demenza, a ridurre il rischio di ictus, e a prevenire lo sviluppo di lesioni cerebrali [3, 4, 5, 6, 7].

In una ricerca durata due anni e condotta su 121 persone con lesioni cerebrali di varia natura, nel gruppo che ha dovuto assumere i tocotrienoli derivanti dall'olio di palma due volte al giorno la situazione è rimasta stabile, mentre nel gruppo che ha preso il placebo è stata registrata una crescita delle lesioni [7].

Olio di palma e salute cardiovascolare

Molte ricerche hanno dimostrato che l'olio di palma può aiutare a combattere le malattie cardiache. Bisogna però sottolineare che i risultati sono contrastanti. In genere, quest'olio vegetale sembra avere effetti benefici sui fattori di rischio delle malattie cardiovascolari, legati soprattutto alla diminuzione delle lipoproteine a bassa densità (LDL), o "colesterolo cattivo", e all'aumento delle lipoproteine ad alta densità (HDL), o "coleterolo buono" [8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15].

Una meta-analisi che ha preso in considerazione 51 studi ha constatato che i livelli di colesterolo totale e di LDL erano inferiori nelle persone che avevano una dieta ricca di olio di palma rispetto a coloro che avevano una dieta ad alto contenuto di acidi grassi trans o di acido miristico e acido laurico [8].

Un recente studio durato tre mesi ha esaminato gli effetti ipocolesterolemizzanti dell'olio di palma estratto dai frutti di una pianta ibrida ottenuta con le specie Elaeis guineensisElaeis oleifera. I partecipanti all'esperimento hanno consumato quotidianamente 25 ml (circa 2 cucchiai) di olio di oliva oppure di olio di palma. In entrambi i casi si è avuta una diminuzione del 15% del colesterolo LDL. Sulla base di questa scoperta, i ricercatori hanno addirittura definito quest'olio di palma ibrido un "equivalente tropicale dell'olio d'oliva" [16].

Tuttavia, è importante notare che la sola diminuzione dei livelli di colesterolo LDL non scongiura il rischio di sviluppare malattie cardiache. Ci sono molti altri fattori coinvolti nella salute cardiocircolatoria.

Un altro studio controllato risalente al 1995 suggerisce che l'olio di palma potrebbe aiutare a rallentare la progressione di diverse malattie cardiache. In questo studio durato 18 mesi, 25 persone hanno dovuto assumere dell'olio di palma. 7 di esse hanno mostrando miglioramenti, mentre 16 sono rimaste in condizioni di stabilità. Nel gruppo del placebo, invece, in 10 delle 25 persone si è avuta una progressione della malattia, e nessuno ha mostrato alcun segno di miglioramento [15].

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Olio di palma e aumento della vitamina A

L'olio di palma contribuisce ad aumentare i livelli di vitamina A nel corpo. Questa vitamina è importante per la salute della pelle, delle ossa e degli occhi, e aiuta a contrastare i danni causati dai raggi UV.

Alcuni studi condotti sulle donne in gravidanza nei paesi in via di sviluppo hanno dimostrato che il consumo di olio di palma rosso aumenta i livelli di vitamina A nel sangue delle madri e dei neonati allattati al seno [17, 18, 19].

Una ricerca ha constatato che anche nelle persone con la fibrosi cistica, che hanno dunque difficoltà ad assorbire le vitamine liposolubili, si è avuto un accrescimento dei livelli ematici di vitamina A dopo l'assunzione di due o tre cucchiai al giorno di olio di palma rosso per otto settimane [20].

È stato inoltre dimostrato che l'olio di palma aumenta le percentuali di vitamina A sia negli adulti sia bambini. Uno studio indiano ha riferito che i bambini in età prescolare che hanno preso 5 ml (1 cucchiaino) al giorno di olio di palma rosso hanno avuto un aumento maggiore dei livelli di vitamina A rispetto ai bambini che hanno preso gli integratori di tale nutriente [21, 22].

Olio di palma e potenziali rischi per la salute

Sebbene molti studi abbiano dimostrato che l'olio di palma è benefico per la salute del cuore, altri hanno riportato risultati contrastanti [23, 24, 25, 26, 27].

Una ricerca che ha preso in esame un gruppo di donne con il colesterolo alto ha constatato che i livelli delle lipoproteine piccole e dense - un tipo di colesterolo legato allo sviluppo di malattie cardiache - sono aumentati con l'assunzione dell'olio di palma, mentre sono diminuiti con altri oli. Una combinazione di olio di palma e di olio di crusca di riso ha invece portato a una diminuzione delle LDL piccole e dense [23].

Un altro studio ha riferito che non vi sono cambiamenti nelle quantità di LDL piccole e dense nelle persone che consumano l'olio di palma, mentre aumentano le particelle grandi di LDL. Queste ultime presentano un rischio minore legato agli infarti rispetto alle particelle di LDL piccole e dense [24].

Altre ricerche hanno riportato un aumento dei livelli di colesterolo LDL in risposta al consumo dell'olio di palma. In questi casi però le dimensioni delle particelle LDL non sono state misurate [25, 26, 27].

È importante notare che questi rappresentano i potenziali fattori di rischio, quindi non provano che l'olio di palma possa effettivamente causare malattie cardiache.

Tuttavia, uno studio sugli animali suggerisce che il consumo di olio di palma ripetutamente riscaldato può provocare accumuli di placche aterosclerotiche per via di una diminuzione dell'attività antiossidante dell'olio. Nei topi che per sei mesi sono stati nutriti con alimenti contenenti olio di palma riscaldato per dieci volte si sono sviluppati depositi di placche arteriose e altri segni legati alla malattia cardiaca, mentre nei topi nutriti con l'olio di palma fresco tutto ciò non è avvenuto [28].

Inoltre, non bisogna dimenticare che l'olio di palma è pur sempre un olio vegetale molto ricco di acidi grassi omega-6 e povero di omega-3. Questo squilibrio nel rapporto omega-6:omega-3 non è benefico per l'organismo umano perché porta a un aumento dell'infiammazione sistemica nel corpo.

[Per approfondire leggi Come Bilanciare Il Rapporto Omega-6:Omega-3 Nella Dieta Quotidiana]

Olio di palma e controversie

Ci sono diverse questioni etiche riguardanti gli effetti devastanti sull'ambiente, sulla fauna e sulle popolazioni che possono essere causati della produzione dell'olio di palma.

Negli ultimi decenni, la crescente domanda di questo olio vegetale ha portato a un'espansione senza precedenti della produzione di olio di palma in Indonesia, Malesia e Thailandia. Questi paesi sono caratterizzati da climi tropicali, umidi, ideali per la coltivazione delle piante di palma da olio.

Il problema è che, per fare spazio alle piantagioni di palma da olio, vengono distrutte intere zone di foreste pluviali e torbiere. Senza dimenticare che per via degli incendi necessari per la deforestazione si ha un notevole accrescimento delle emissioni di carbonio nell'aria, con effetti catastrofici sul riscaldamento globale.

Oltre a ciò, le foreste svolgono un ruolo cruciale nella riduzione dei gas serra, proprio assorbendo carbonio dall'atmosfera. Quindi, con la deforestazione, non solo si va a immettere più carbonio nell'aria bruciando le foreste, ma si va anche a eliminare una delle soluzioni fondamentali per ridurre lo stesso carbonio già presente.

Questo tipo di distruzione ambientale provoca gravi cambiamenti nell'ecosistema, che minacciano la salute e la diversità della fauna selvatica. Ovviamente, tutto questo si ripercuote indirettamente anche sulla salute degli esseri umani.

Particolarmente preoccupante è l'impatto di queste coltivazioni sulle specie in via di estinzione, come gli oranghi del Borneo (Pongo pygmaeus), che a causa della perdita del loro habitat naturale stanno scomparendo [29].

Ci sono state anche segnalazioni legate alla violazione dei diritti umani da parte delle grandi società produttrici di olio di palma, che si sarebbero impossessate di terreni agricoli e foreste senza avere le dovute autorizzazioni, pagando salari bassissimi, fornendo condizioni di lavoro poco sicure, e riducendo in modo significativo la qualità della vita nelle zone occupate [30].

Fortunatamente, esistono metodi più etici e sostenibili di coltivazione e produzione dell'olio di palma. Per esempio, un'analisi del 2015 ha scoperto che limitare le colture di olio di palma alle zone in cui non sono presenti foreste e in regioni con basse emissioni di carbonio potrebbe addirittura ridurre le emissioni dei gas serra fino al 60% [33].

Inoltre, la Tavola rotonda per l'olio di palma sostenibile (RSPO, dall'inglese Roundtable on Sustainable Palm Oil) si sta battendo per una produzione migliore dell'olio di palma, che sia rispettosa dell'ambiente, degli animali, delle persone e delle loro tradizioni culturali. La certificazione RSPO viene rilasciata solo ai produttori in grado di rispettare diversi criteri di sostenibilità, tra cui:

  • Nessun disboscamento delle foreste o di regioni che contengono specie in via di estinzione, ecosistemi fragili o aree fondamentali per soddisfare le esigenze di base o le tradizioni della comunità locale.
  • Riduzione significativa dell'uso di pesticidi e degli incendi.
  • Trattamento equo dei lavoratori, in conformità con gli standard locali e internazionali per i diritti del lavoro.
  • Informazione e consultazione con le comunità locali prima di adibire il loro territorio alla coltivazione di nuove piantagioni di palma da olio.

In conclusione, l'olio di palma è uno degli oli vegetali più utilizzati al mondo, e per questo si assiste a uno sfruttamento crescente di zone da coltivare con piantagioni di palma da olio. Gli effetti della sua produzione sull'ambiente, sulla salute degli animali selvatici e sulla vita delle popolazioni indigene sono molto preoccupanti. Per questo motivo, se si desidera utilizzare l'olio di palma, è necessario acquistare un olio di palma sostenibile, possibilmente con la certificazione RSPO. Se non si riesce a trovare un olio di palma sostenibile, dal momento che i suoi benefici per la salute possono essere ottenuti anche da altri oli o prodotti alimentari, è meglio utilizzare altre fonti di grassi per soddisfare le proprie esigenze quotidiane.

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