12 Giugno 2014

6 modi in cui l'esercizio fisico migliora il cervello

Fare attività fisica regolarmente è una delle migliori medicine naturali per rinforzare il cervello e le sue funzioni. Di seguito, vedremo come la nostra mente è in grado di beneficiare dell'esercizio fisico nonostante il passare degli anni.

L'esercizio fisico stimola la crescita del cervello

Man mano che si invecchia, la nascita di nuove cellule cerebrali tende a rallentare, con un conseguente restringimento del tessuto cerebrale. Il movimento può essere un aiuto fondamentale in grado di rallentare o addirittura invertire questo processo. Secondo una ricerca pubblicata nel novembre del 2006 sulla rivista The Journals of Gerontology, i cervelli di un gruppo di persone sane ma con una vita sedentaria di età compresa tra 60 e 79 anni hanno mostrato un significativo aumento di volume dopo sei mesi di allenamento di tipo aerobico. Tali miglioramenti invece non si sono ottenuti tra coloro che hanno fatto soltanto stretching ed esercizi di tonificazione. I ricercatori hanno concluso che l'esercizio cardiovascolare di tipo aerobico può contrastare efficacemente l'invecchiamento cerebrale nelle persone anziane. L'attività cardio aumenta l'apporto di ossigeno al cervello, un componente essenziale per la sua salute dato che necessita di circa il 20 per cento dell'ossigeno presente nel corpo.

L'attività fisica migliora le funzioni esecutive della mente

Le funzioni esecutive sono rappresentate essenzialmente dalle capacità cognitive dell'individuo, per esempio essere in grado di concentrarsi su compiti complessi, organizzare, pensare astrattamente, pianificare eventi futuri, problem solving e così via. In uno studio apparso sullo Psychological Science, i ricercatori hanno provato ad analizzare gli effetti dell'esercizio fisico sulle funzioni esecutive di persone adulte con età compresa tra 55-80 anni. Gli individui che hanno praticato attività fisica regolarmente hanno dimostrato risultati quattro volte migliori nei test cognitivi rispetto ai gruppi di controllo che non hanno svolto esercizi fisici. Gli effetti positivi sono stati maggiori in coloro che hanno praticato attività fisica per 30-45 minuti a sessione per un periodo di sei mesi, ma sostanziali benefici sono stati osservati anche dopo solo quattro settimane.

L'attività fisica combatte la depressione e l'ansia

La depressione rallenta la capacità del cervello di elaborare le informazioni, rende più difficile la concentrazione e la capacità di prendere decisioni, e causa problemi alla memoria. Nei casi di depressione grave è necessario consultare uno specialista, che prescriverà degli antidepressivi. Per i casi più lievi di depressione invece l'esercizio fisico può aiutare molto a migliorare l'umore. Una moderata attività fisica infatti stimola la produzione di serotonina e dopamina, neurotrasmettitori fondamentali per la regolazione dell'umore. Inoltre, il movimento accresce i livelli delle endorfine, sostanze prodotte dal cervello che contribuiscono al rilassamento.

L'esercizio fisico aumenta la produzione di neurotrofine

La neurotrofina, nota come fattore neurotrofico cerebrale o BDNF (dall'inglese Brain-derived neurotrophic factor), stimola la crescita e la proliferazione delle cellule cerebrali. Ciò avviene soprattutto nell'ippocampo, la regione del cervello che è in gran parte responsabile della memoria e che è particolarmente vulnerabile al declino causato dall'avanzare dell'età. Maggiore è l'allenamento, migliore sarà la produzione e la disponibilità del BDNF.

L'esercizio fisico riduce gli effetti dello stress

Il cortisolo, chiamato comunemente ormone dello stress, è una delle cause dell'invecchiamento del cervello. Lo stress, in realtà, è uno dei peggiori nemici di tutto il nostro organismo. L'esercizio fisico contribuisce ad abbassare i livelli di cortisolo, aiutando a migliorare anche le funzioni cerebrali.

L'attività fisica aumenta la sensibilità all'insulina

Quando si mangia, il corpo umano trasforma gran parte del cibo in glucosio, la principale fonte di combustibile per l'organismo, compreso il cervello. Affinché il glucosio possa entrare nelle cellule, deve essere accompagnato da insulina. Purtroppo, in alcune persone, le cellule diventano resistenti all'insulina. Il corpo quindi ne necessita sempre di più, ma i livelli di zucchero nel sangue continuano comunque a salire, portando nella maggior parte dei casi a soffrire di diabete di tipo 2. Anche se non si sviluppa il diabete di tipo 2, l'insulino-resistenza rappresenta comunque un male per il cervello. Quando le cellule cerebrali sono inondate da glucosio, la memoria ne può risentire negativamente. L'esercizio fisico regolare, tuttavia, può ostacolare efficacemente la resistenza all'insulina. In effetti, la sensibilità all'insulina aumenta, stabilizzando la glicemia dopo aver mangiato, per almeno 16 ore dopo ogni singola sessione di esercizio fisico. Migliore è il controllo di zuccheri nel sangue, maggiore sarà la protezione contro il declino cognitivo legato all'avanzare dell'età.

Commenti e opinioni