12 Settembre 2014

Floating Therapy, quando galleggiare rende creativi

Regalarsi un’ora si relax, staccando completamente la connessione con il mondo: è quello che permette di fare la “Floating Therapy”, ovvero la terapia del galleggiamento inventata da John Lilly nel 1954.

Cos’è e come funziona la Floating Therapy?

Nei centri dove viene praticata, si trova una stanza di galleggiamento, in genere molto spaziosa, che contiene circa 25 centimetri di una soluzione in cui sono stati sciolti i sali di magnesio. Essa aumenta di temperatura fino a raggiungere quella del corpo, dando l’impressione dopo poco tempo di galleggiare in aria. Una volta distesi nella stanza di galleggiamento, la luce viene spenta e ne resta solo una tenue di colore blu: viene poi aggiunta della musica rilassante. Il terzo passo è lo spegnere anche la luce blu: a questo punto ci si ritrova nel buio più assoluto e questo permette alla mente di sperimentare quella condizione chiamata deprivazione sensoriale. Il cervello somministra al corpo endorfine, inducendo uno stato totale di calma e relax, per poi dare il via libera ai pensieri.

Floating Therapy: a cosa serve

Ovviamente il primo pensiero va al relax: il galleggiamento rilassa, toglie fatica e stress, che siano essi di origine fisica o mentale: allo stesso tempo aiuta a migliorare il rapporto sonno veglia. Il cervello riceve ottimi stimoli da questa esperienza: inoltre si riducono gli effetti di ansia e depressione. Galleggiare permette di avere una frequenza cardiaca più bassa e un abbassamento della pressione sanguigna: la circolazione ne esce migliorata. È interessante anche l’effetto che ha sugli sportivi: infatti questa esperienza aiuta a diminuire l’acido lattico, l’adrenalina e il cortisolo, migliorando la ripresa dopo un infortunio o dopo un incontro particolarmente pesante.

Onde Theta: ispirazione e relax

Mentre la mente allontana stress e preoccupazioni, dopo un po’ si possono attivare le cosiddette onde Theta, cioè quelle che regalano lampi di intuizione e ricordi molto vividi. Dopo tre settimane dalla sessione di galleggiamento, il cervello continua ancora a produrre queste onde speciali, aiutando ad essere più ricettivi e creativi.

Ovviamente la Floating Therapy, che da poco è arrivata anche in Italia, va fatta in sessioni che possono durare massimo per un’ora, seguite da un medico, per evitare che da momento speciale si trasformi in un’esperienza foriera di conseguenze poco piacevoli: rispettando questi indicazioni la terapia del galleggiamento non potrà che portare benefici.

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