05 Febbraio 2015

Woga: yoga in acqua per rilassarsi e tonificare il corpo

Direttamente dalla California arriva una delle ultime novità in materia di fitness: si chiama woga, termine composto dalle parole water e yoga, che equivale a dire yoga in acqua.

Ormai da diversi anni, la piscina rappresenta sempre più la principale alternativa alla palestra, dove si va non solo per nuotare, ma anche per svolgere le stesse attività che vengono eseguite a terra, in maniera più dolce e meno traumatica. Così, per esempio, prendendo spunto da discipline terrestri come lo spinning e l'aerobica, sono nate l’hydrobike e l’acquagym. Allo stesso modo, per lo yoga si è deciso di praticarlo in acqua. Anche se dalle nostre parti è arrivato relativamente da poco tempo, il woga esiste già da un decennio, ed è stato concepito dal terapista americano Harold Dull.

La motivazione della migrazione acquatica delle principali discipline sportive non è attribuibile soltanto a una questione di tendenza; va anzi sottolineato soprattutto il suo carattere medico/sportivo. Svolgere attività fisica in acqua presenta molteplici vantaggi e benefici fisici, sopratutto (ma non solo) di natura articolare; appare quasi inevitabile, pertanto, che tutto ciò incoraggi alla pratica sportiva un vasto numero di persone le quali, altrimenti, non vi si dedicherebbero a terra.

Spesso e volentieri la novità non è altro che una riscoperta di antiche consuetudini perdute. Del resto lo yoga affonda le sue radici nelle tradizioni indù, e la leggenda narra che proprio la divinità Shiva ne insegnasse le tecniche alla moglie, la dea Pârvatî, in riva al mare. Il connubio tra yoga e acqua, dunque, è sempre esistito; in realtà è proprio l'ambiente acquatico a renderne più semplice e naturale l'esecuzione delle varie posizioni, quasi in assenza di gravità.

L'acqua offre innumerevoli meriti psico-fisici: scioglie i muscoli e sblocca le articolazioni, rende più dolci i movimenti; aiuta a contrastare ansia, stress e insonnia, ma anche a prevenirne l'insorgere. Inoltre, nel caso del woga, non è neanche necessario saper nuotare, poiché gli esercizi vengono svolti in piedi, oppure seduti sul fondo della piscina ma con l'acqua bassa, che mediamente giunge alla vita o al massimo alle spalle, o ancora è possibile utilizzare gli appositi supporti galleggianti (manubri, collari, cuscini, e altri). Anzi, praticare yoga in acqua può essere il primo passo, per aiutare a superare timori e insicurezze in tutti coloro che hanno paura dell'acqua e di nuotare. Tra l'altro, gli adulti con questa fobia, che non è prerogativa solo dei bambini, sono molto più di quanti si possa immaginare.

La temperatura della piscina quando si praticano gli esercizi è sempre gradevole, generalmente prossima ai 30 grandi, e si lavora a carico quasi nullo. Aspetto, quest'ultimo, tutt'altro che trascurabile, poiché consente di eseguire in maniera semplice posizioni altrimenti estremamente difficoltose da mettere in pratica a terra. Ricordiamoci che il corpo umano è costituito, mediamente, per il 60% di acqua; ecco perché questo rappresenta l'ambiente più naturale in cui muoversi e lavorare.

In acqua i suoni si smorzano, il movimento del proprio corpo produce un gradevole fruscio di sottofondo; sono tutte condizioni che aiutano a rilassarsi meglio e a raggiungere la serenità di cui necessita normalmente l'esecuzione delle posizioni yoga. Attraverso la respirazione e la concentrazione, diventa più facile raggiungere l'equilibrio interiore e la piena conoscenza di se stessi. Fondamentale, questo elemento è anche l'accompagnamento del giusto sottofondo musicale.

Una lezione di woga dura in media dai 30 ai 45 minuti, e può essere praticata essenzialmente da tutti; anzi, è consigliata proprio a coloro che potrebbero incontrare particolari criticità nello svolgimento di attività a terra.

Le donne in gravidanza, per esempio, possono tenersi in forma e rilassarsi con questa disciplina, senza andare a stressare la colonna vertebrale. Inoltre il woga aiuta l'ossigenazione del feto e la circolazione sanguigna, compensa la perdita di equilibrio, propria delle donne in stato interessante.

Il woga è un toccasana anche per le persone della terza età perché dona loro sollievo dai fastidi articolari quali artriti e reumatismi che, purtroppo, con l'incedere degli anni diventano sempre più evidenti. Senza considerare il fatto che il movimento aiuta a mantenere tonici i muscoli di gambe e braccia, che con la vecchiaia tendono naturalmente a indebolirsi.

Per le medesime ragioni, è particolarmente consigliato per tutti coloro che devono intraprendere un percorso riabilitativo, in seguito a un intervento o a un grave trauma subito, come per esempio una frattura ossea.

Innumerevoli poi sono i benefici che il woga offre a obesi e soggetti in soprappeso che, invece, faticano a eseguire dell'attività fisica a terra, a causa dell'eccessiva pressione che il loro peso corporeo esercita sull'apparato muscolo-scheletrico.

Se si vuole praticare woga si consiglia di rivolgersi alle piscine della propria zona per sapere gli orari e le modalità di svolgimento di quest'attività fisica, ed eventualmente prenotare una lezione di prova.

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