23 Novembre 2015

Alcune Abitudini Quotidiane Dannose per il Cervello

Molti fattori che sembrano essere indirettamente collegati al cervello possono, in realtà, influenzare le sue funzioni. Diversi studi hanno dimostrato che alcune abitudini quotidiane, come mangiare alimenti poco salutari, fumare, o addirittura non parlare abbastanza con gli altri, possono esercitare, a lungo termine, influenze negative su questo organo vitale.

Non fare la colazione

Non mangiare nulla a colazione può portare a sviluppare l'ipoglicemia per via dei bassi livelli di glucosio nel sangue. Questa patologia può causare una riduzione delle funzioni cognitive dovuta allo scarso apporto di nutrienti al cervello. Inoltre, si possono accusare disturbi a breve termine poiché l'insufficienza di zuccheri provoca una mancanza di energia a livello fisico, quindi stanchezza e difficoltà nella concentrazione.

Fare colazione è molto importante soprattutto per i bambini di età compresa tra i quattro e i dieci anni perché in essi il metabolismo cerebrale del glucosio è molto superiore rispetto agli adulti.

Non parlare abbastanza con gli altri

Parlare con amici e familiari stimola il cervello. Interagire con gli altri è infatti uno dei migliori esercizi che si possono far fare al cervello, e in più è molto semplice. Alcuni studi condotti dalla Harvard School of Public Health e pubblicati sulla rivista American Journal of Public Health hanno scoperto che le persone che hanno una vita sociale attiva sono meno inclini alla perdita della memoria. Un motivo in più per uscire e farsi una chiacchierata con qualcuno, e se proprio non si trova nessuno con cui conversare, si può sempre parlare con il proprio animale domestico.

Mangiare troppo

Mangiare troppo può causare un indurimento delle arterie cerebrali, che a sua volta porta a una diminuzione delle funzioni cognitive. Inoltre, più si mangia e più il cervello diventa dipendente dal cibo, mentre si prova sempre meno la sensazione di sazietà. Secondo diversi studi, tra cui uno dei più recenti apparso nel 2014 sulla rivista NeuroImage Clinical, sostengono che il grasso viscerale in eccesso può ridurre il volume della corteccia cerebrale. Con ogni probabilità l'eccesso di grasso porta a un maggiore numero di infiammazioni nonché a cambiamenti a livello metabolico e ormonale, un insieme di fattori che hanno un impatto negativo sul corpo e sul cervello.

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Consumare troppo zucchero

Come abbiamo appena visto, mangiare troppo è sicuramente un'abitudine cattiva, ma le cose peggiorano notevolmente se si consumano grandi quantità di zucchero. Oltre al fatto che lo zucchero fa ingrassare facilmente, questo dolcificante ostacola anche l'assorbimento di sostanze nutritive essenziali all'organismo e provoca dipendenza. Secondo una ricerca pubblicata sul Neurosience, l'eccesso di zucchero può causare malnutrizione, interferendo con lo sviluppo del cervello, riducendo la plasticità neuronale e diminuendo la capacità di imparare. Le diete ricche di grassi e zuccheri raffinati ostacolano la produzione di una sostanza chiamata "fattore neurotrofico cerebrale", o brain-derived neurotrophic factor (BDNF), necessaria per garantire una buona memoria a lungo termine e per migliorare l'apprendimento e il pensiero. Inoltre, bassi livelli di BDNF sono legati a una maggiore resistenza all'insulina, che può portare a sviluppare il diabete.

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Fumare

Si sa, il fumo fa male, ma è sempre bene ricordarlo, soprattutto se si parla della salute del cervello. La cattiva abitudine di fumare riduce notevolmente la materia cerebrale nonché l'apporto di ossigeno al cervello. Un recente studio pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry ha confermato che il normale processo di assottigliamento della corteccia cerebrale dovuto all'invecchiamento viene accelerato dal fumo. Fumare facilita altresì la comparsa di malattie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer. Oltre a ciò, le ammine eterocicliche che vengono rilasciate durante la combustione della sigaretta interferiscono con il corretto processo di riproduzione del DNA, causando la crescita di cellule cancerose.

Inquinare

Il cervello è uno degli organi che consuma più ossigeno nel corpo, quindi per favorirne la salute sarebbe necessario respirare aria buona. Abbiamo appena descritto cosa può fare l'inspirazione del fumo di sigaretta, e per l'aria inquinata le cose non cambiano di molto. I fumi emessi da fabbriche, centrali, automobili e camion possono provocare il declino cognitivo e le malattie neurodegenerative nelle persone esposte a tale inquinamento, secondo quanto dimostrato da molte ricerche tra cui una pubblicata sul Toxicologic Pathology. Anche se purtroppo non possiamo controllare e fermare l'inquinamento che ci circonda, tutti, anche nel nostro piccolo, possiamo fare qualcosa per ridurre l'inquinamento atmosferico, quindi facciamolo per noi e per l'ambiente che ci ospita.

Poco riposo

Riposarsi, e far riposare il cervello, è fondamentale per permettere al nostro organismo di funzionare correttamente. In genere, è necessario dormire 7-8 ore a notte affinché il cervello si ristori adeguatamente. Questo è importante per i processi metabolici e per l'energia da essi risultante, oltre che per la ristrutturazione cellulare. Privarsi del sonno accelera la morte delle cellule e, anche nel breve termine, si avvertono disturbi come stanchezza e cattivo umore.

Sforzare troppo il cervello durante una malattia

Lavorare o studiare molto mentre si è malati è dannoso in quanto l'energia di cui il corpo necessita per guarire viene "dirottata" per permettere al cervello di svolgere i propri compiti. Forzare il cervello durante un periodo di malattia potrebbe indebolire ulteriormente un sistema immunitario già messo a dura prova dalle condizioni precarie del corpo. Ciò può altresì facilitare la comparsa di altri problemi di salute.

Mancanza di stimoli ed esercizi mentali

La cattiva abitudine di non fare nulla per tenere allenate la mente e la memoria è molto dannosa per il cervello. Eppure basta poco: conversare con qualcuno, leggere un libro e/o cercare le parole che non si conoscono sul vocabolario in modo da stimolare ulteriormente la memoria e migliorare la capacità di apprendimento.

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