20 Aprile 2012

Come riconoscere un buon olio essenziale

Nell'articolo precedente ci siamo occupati dei benefici che possono derivare dall'azione combinata di massaggi e aromaterapia. Abbiamo visto che è possibile migliorare e aumentare il benessere psico-fisico usando oli essenziali di qualità abbinati a un buon massaggio.

Se gli oli non sono buoni si possono avere conseguenze spiacevoli. Allora, come riconoscere un buon olio essenziale? Il commercio degli oli essenziali è molto complesso e abbraccia un processo dinamico che va dal "seme alla bottiglia". Quando decidete di utilizzare oli essenziali per pratiche come l'aromaterapia durante un massaggio, bisogna valutare bene che tipo di olio si vuole usare. Innanzitutto è necessario valutare l'attendibilità del venditore di olio essenziale stando bene attenti a:

1. Conoscenza: I fornitori devono conoscere le informazioni di base di ogni singolo olio essenziale che questi offrono, tra cui il binomiale latino (ovvero il nome scientifico della pianta da cui è stato estratto l'olio), il paese d'origine (dove la pianta cresce e viene raccolta), il tipo di coltivazione (se biologica, regolare, selvatica), il processo di estrazione (se attraverso distillazione a vapore, spremitura, estrazione con solvente) e la parte della pianta da cui l'olio è stato estratto (foglia, fiore, parti aeree, radici, ecc). In particolar modo state attenti al tipo di estrazione, quella con solventi infatti è la meno consigliata, ma purtroppo è il metodo più usato, a livello industriale, quando si tratta di produrre grandi quantità di olio essenziale in tempi ridotti. Nell'estrazione con solventi, vengono impiegate alcune sostanze solventi ad alta volatilità per ricavare gli oli. Queste sostanze sono in grado di far aggregare ad esse le essenze rendendo solubili le loro molecole. In seguito, si fanno evaporare le molecole, e in questo modo viene rilasciato l'olio essenziale. Inutile dire che l'utilizzo di sostanze estranee può compromettere la buona qualità dell'olio contaminando la sua purezza.

2. Inventario: l'etichetta sulla boccetta dovrebbe includere tutte le informazioni di base sopra citate, inoltre dovrebbero riportare le avvertenze d'uso, e fornire un numero identificativo di lotto per la tracciabilità. I fornitori devono conoscere e seguire tutte le procedure per essere in grado di analizzare il prodotto. Un buon fornitore sarà anche a conoscenza delle condizioni di mercato, e quindi in grado di consigliare altri oli in caso quello che si desidera non è disponibile. Inoltre, essi dovrebbero essere sempre aggiornati su questioni di tipo ecologico e relative ai diritti umani legate al commercio degli oli, per contribuire a rispettare e a garantire la sostenibilità.

3. Integrità: I venditori dovrebbero fornire informazioni accuratamente documentate relative alla sicurezza del prodotto ed essere in grado di consigliare i consumatori sugli effetti fisiologici e psicologici che un olio può avere. Per ulteriori informazioni, il fornitore dovrebbe saper raccomandare quali sono i migliori libri o riviste affidabili sull'aromaterapia che possono essere consultati. I fornitori dovrebbero mantenere un'ottima etica commerciale (avere siti Web sicuri, essere registrati presso l'organismo per la difesa dei consumatori, appartenere a organizzazioni non profit riconosciute). State ben attenti a capire se vi offrono consigli medici o se sono parte di una qualche catena di S. Antonio. Infine, i venditori dovrebbero essere raggiungibili anche telefonicamente, oltre che via e-mail.

Dunque, riconoscere un buon olio essenziale richiede, come avete visto, solo un po' di attenzione, giusto quel minimo che può garantirvi un'ottima seduta di aromaterapia, che vi darà il giusto benessere e relax psico-fisico.

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