14 Febbraio 2015

Fangoterapia (peloidoterapia): proprietà e controindicazioni

La fangoterapia, o peloidoterapia, è un trattamento terapeutico utilizzato soprattutto all'interno di stabilimenti termali. I fanghi hanno molteplici proprietà benefiche sul corpo, anche se bisogna fare attenzione alle possibili controindicazioni.

Che cosa sono i fanghi

Il fango, o peloide, che si utilizza per le applicazioni sul corpo deriva dalla maturazione di acqua termale o marina e di materiale argilloso, inorganico, che vengono lasciati depositare anche per sei-dodici mesi in apposite vasche.

La parte solida può essere estratta da fondali marini o lacustri. La miscela, durante questo periodo di macerazione, si arricchisce di altri componenti attivi presenti nell’acqua (come i sali minerali) e di materiale organico (alghe, batteri, microrganismi animali), aumentando la propria efficacia terapeutica e assumendo la giusta consistenza e plasticità. Talvolta, vengono aggiunti foglie, funghi, e muffe, che sono ricche di zolfo.

La varietà dei fanghi dipende dalle sostanze che li compongono e si suddividono in ferruginosi, salso-iodici, solforosi, clorurati, arsenicati, sulfurei. In base ai loro componenti, i fanghi hanno diverse indicazioni terapeutiche. Alcuni sono usati per curare patologie, altri per prevenirle.

Fanghi: proprietà terapeutiche

I benefici che i fanghi donano al corpo umano sono numerosi, su diversi organi. Le loro proprietà sono dovute al calore che si genera al contatto con il corpo, che provoca vasodilatazione, e alla loro capacità di azione profonda.

La fangoterapia trova molte applicazioni a livello cosmetico poiché tonifica e migliora la pelle, ma anche nella cura di varie patologie: artrosi, artrite reumatoide, nevralgie, cervicalgia, lombalgia, dolori alle articolazioni.

In cosmetica, i fanghi vengono usati per contrastare la cellulite, grazie alla stimolazione che esercitano sulla circolazione sanguigna e sul drenaggio di liquidi. Sono altresì impiegati nel trattamento della forfora, per la loro capacità di regolarizzare la produzione di sebo.

La terapia con i fanghi è spesso praticata anche per risolvere problemi della pelle (tra cui dermatiti e psoriasi), e come esfoliante, poiché elimina le cellule morte, rigenerando la cute. 

L’azione che i fanghi svolgono sull’organismo in campo medico è prevalentemente di tipo antinfiammatorio e analgesico. La fangoterapia aiuta a stimolare la produzione di cortisolo, che allevia la flogosi in modo naturale, e, grazie al calore e alle sostanze attive, viene sollecitato l'aumento di endorfine.

Vari effetti benefici si riscontrano anche nel rafforzamento del sistema immunitario e nell’aumento delle difese naturali dell’organismo, con azione antistress e stimolo all’autoguarigione da parte del corpo.

Secondo un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Clinical and experimental rheumatology, le cure con fanghi e balneoterapia sono utili nel trattamento della sindrome fibromialgica. Queste terapie sono anche un valido supporto in giovane età per la prevenzione di cervicalgie, dolori osteo-articolari, e mal di schiena.

Altri studi, in particolare uno apparso lo scorso anno sullo European review for medical and pharmacological sciences, hanno evidenziato l’azione terapeutica dei fanghi sull’ipertensione, e di come questi possano contribuire a mantenere regolari i livelli della pressione anche nel lungo periodo.

Il calore che viene sprigionato dal fango inoltre aiuta il corpo nell’espulsione delle tossine, nel rafforzamento delle cartilagini e nella rimineralizzazione dell’osso.

È bene ricordare che i cicli di cura per le patologie che possono trarre vantaggi dalla fangoterapia, elencate dal Ministero della Salute, sono eseguibili a carico del Sistema Sanitario Nazionale, con prescrizione medica, presso i centri termali italiani.

Come si applicano i fanghi

Il fango viene steso caldo sulla pelle, a una temperatura che varia da 45° a 48° C, e va mantenuto per una ventina di minuti. L’impacco può essere messo su tutto il corpo o solo su una zona. Trascorso questo tempo, il fango viene rimosso tramite doccia calda, ed è necessario fare un bagno in acqua termale o minerale alla temperatura di 37-38° C, per dieci minuti. Segue una fase di rilassamento, di circa mezz’ora, nella quale il corpo beneficia degli effetti del sudore provocato dalla fangoterapia. In genere, il trattamento viene completato con un massaggio tonificante.

L’applicazione è eseguita una sola volta al giorno e la cura completa consiste solitamente in dodici sedute, con un giorno di riposo ogni quattro.

Fangoterapia: controindicazioni

Vi sono patologie che peggiorano con l’applicazione dei fanghi, in presenza delle quali sono sconsigliati: l’arteriosclerosi, le varici, la tromboflebite, l’epilessia, le cardiopatie, l’ulcera gastrica, l’ipertrofia prostatica, il glaucoma, l’insufficienza renale, l’osteoartrosi in fase acuta, le neoplasie. Anche chi è in gravidanza o ha un’età molto avanzata non dovrebbe sottoporsi a terapie di questo genere.

Potrebbe inoltre succedere che, durante una cura mediante fanghi, sia necessario interrompere le applicazioni. Questo avviene nei casi in cui si manifesta una crisi termale, che consiste in malesseri generali, sonnolenza, stanchezza, associati anche a febbre. Se eventi di questo tipo si presentano ripetutamente, anche dopo una temporanea sospensione della terapia, allora è opportuna un'interruzione definitiva.

I trattamenti con i fanghi si dimostrano molto utili nel rigenerare la pelle e nel donare un sollievo naturale dal dolore, permettendo al paziente di non assumere farmaci per diverso tempo. La fangoterapia, per essere efficace, richiede un piano di applicazione preciso, e se vi si ricorre per scopi curativi, i tempi e le temperature devono essere stabilite da un medico.

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