09 Luglio 2012

Ingredienti dannosi contenuti nel dentifricio

I prodotti per l'igiene dentale che si trovano in commercio e vengono quotidianamente utilizzati dalla maggior parte delle persone possono nascondere ingredienti davvero molto pericolosi.

Si tratta di elementi chimici e tossine che diversi studi collegano all'insorgenza di malattie come cancro e cecità, e che addirittura potrebbero portare alla morte.

Molti dentifrici e collutori utilizzano questi componenti potenzialmente nocivi, i quali sono costituiti da minuscole molecole che penetrano attraverso i tessuti della bocca, si immettono nel flusso sanguigno, e si accumulano in fegato, reni, polmoni, cuore e altri organi. Dunque, non c'è bisogno che si ingerisca il dentifricio per rischiare di essere infettati da tali elementi perché questi penetrano comunque mentre ci si lava i denti.

A prova del fatto che i dentifrici, e altri prodotti per l'igiene orale, contengono ingredienti dannosi per l'organismo umano, in Italia un decreto del 2008 obbliga le case produttrici di dentifrici a indicare la presenza di fluoruro.

Nello specifico il decreto afferma:

«Per i dentifrici contenenti tra lo 0,1 e lo 0,15% di fluoruro, qualora non rechino già sull'etichetta l'indicazione che sono controindicati per i bambini (ovvero che 'possono essere usati soltanto da persone adulte'), è d'obbligo la seguente etichettatura: 'Bambini fino a 6 anni: utilizzare una piccola quantià di dentifricio sotto la supervisione di un adulto per ridurre al minimo l'ingerimento. In caso di assunzione di fluoruro da altre fonti consultare il dentista o il medico'».

Per ridurre al minimo i rischi, bisogna sempre leggere l'etichetta e cercare di evitare prodotti che contengono ingredienti come: fluoruro di sodio, triclosano, sodium lauryl sulfate (SLS), e hydrated silica (silice). Questi sono i componenti dannosi più comunemente usati all'interno dei dentifrici, ma possono esistere anche altri elementi pericolosi che qui non vengono elencati.

Andiamo a vedere nel dettaglio quali sono i danni che possono provocare:

Fluoruro di sodio

Per renderci subito conto di cosa si tratta, basta pensare che il fluoruro è uno degli elementi principali contenuti all'interno del veleno per topi e per scarafaggi, oltre che del dentifricio.

Molti sono sicuramente consapevoli del fatto che stanno utilizzando dentifrici e collutori al fluoro, perché è quello che i dentisti e le pubblicità (e le pubblicità con i finti dentisti) hanno raccomandato per anni come metodo sicuro per combattere e prevenire la carie! Ma stando a quanto pubblicato nel libro Fluoride Retained From Mouth Rinses and Dentifrices in Preschool Children, un tubetto di dentifricio da 120 ml può contenere abbastanza fluoro da uccidere un bambino nel giro di 2-4 ore.

Nei soggetti giovani, una quantità anche minima ingerita di fluoruro di sodio provoca nausea, vomito, salivazione, dolore epigastrico e diarrea. Mentre dosi elevate dell'agente cancerogeno possono portare a debolezza muscolare, paralisi, convulsioni cloniche, insufficienza respiratoria e cardiaca.

A questo punto, non c'è più da meravigliarsi se il fluoro è in grado altresì di causare la morte. Secondo alcune ricerche pubblicate in Neurotoxicity of Sodium Fluoride in Rats e Dental conditions in workers chronically exposed to dilute and anhydrous hydrofluoric acid, il fluoruro di sodio è uno degli elementi chiave all'interno di anestetici, ipnotici, psicofarmaci e gas nervino.

Quel che è peggio però è che i fluoruri sono stati impiegati nel corso della storia per manipolare l'umore e il comportamento delle masse. Purtroppo, è un fatto poco conosciuto che i composti di fluoro sono stati mischiati all'acqua potabile fatta bere nei campi di prigionia nazisti. E sicuramente lo scopo non era quello di prevenire e proteggere i denti dei prigionieri dalla carie, bensì di sterilizzarli e indurli a uno stato di quieta sottomissione. Lo stesso metodo venne adottato anche nei gulag sovietici (Per una documentazione dettagliata sull'argomento, leggi The Cold War and the University)

Oltre a tutto questo, uno studio del 1990, pubblicato su Fluoride an equivocal carcinogen dal National Cancer Institute, afferma che il fluoro non riduce le carie. Contrariamente a quanto si credeva prima, il fluoro è efficace contro la carie solo se applicato localmente e non quando viene assunto internamente. Se viene assorbito dai tessuti, il fluoro entra nel dente mediante il sangue e va ad alterare la struttura dello stesso dente, causando fluorosi, per cui si avrà una ipomineralizzazione dello smalto e i denti appariranno macchiati, screziati e decolorati. Al contrario, se applicato direttamente sul dente, il fluoro si lega allo smalto e protegge dalle carie. I rischi dell'assunzione interna di fluoro dunque sono superiori ai benefici, soprattutto nei soggetti più giovani.

Negli ultimi anni inoltre, gli scienziati attribuiscono al fluoro alcuni tipi di deformità dentale, artrite, reazioni allergiche e circa 10.000 morti ogni anno a causa del cancro. (Per approfondire l'argomento si consigliano le seguenti letture: Fluoride an equivocal carcinogen del National Cancer Institute e The Fluoride Deception di Christopher Bryson). Basti pensare al fatto che il fluoruro, derivato del fluoro che troviamo nei dentifrici, è stato l'elemento chimico essenziale per la costruzione della bomba atomica.

Sodium Lauryl Sulfate (SLS)

Forse l'ingrediente più pericoloso all'interno dei prodotti per la cura di sé è il Sodium Lauryl Sulfate o laurilsolfato di sodio (SLS). Poiché il laurilsolfato di sodio possiede proprietà schiumogene, viene aggiunto a dentifrici, ma anche ad altri prodotti come schiuma da barba, shampoo, sapone ecc, per dare l'effetto schiuma, e creare quell'impressione che il prodotto stia effettivamente pulendo. Tuttavia, diversi studi affermano che questo tensioattivo è molto irritante e corrosivo per la pelle.

L'SLS viene altresì impiegato in prodotti quali detergenti per il pavimento, sgrassatori per i motori e saponi degli autolavaggi. Inoltre, viene utilizzato per effettuare test clinici come primo elemento in grado di provocare irritazione alla pelle. Dopodiché, vengono sperimentati eventuali agenti di guarigione per constatare la loro efficacia o meno sulla pelle irritata.

La rivista American College Toxicology afferma altresì che l'SLS è in grado di penetrare e rimanere all'interno di occhi, cuore, cervello e fegato, provocando potenziali danni a lungo termine. Purtroppo, il laurilsolfato di sodio è presente anche negli shampoo, tra cui quelli per bambini. La cosa più grave è che l'SLS può impedire il corretto sviluppo degli occhi nei bambini, e può causare cataratta negli adulti, oltre a compromettere la crescita dei capelli.

Triclosan

Il triclosan è un derivato del clorurato del fenolo e viene usato per le sue proprietà antibatteriche. È un elemento presente in molti dentifrici, altri prodotti per l'igiene orale e detergenti. Tuttavia, la struttura del triclosan è del tutto simile ad alcune delle sostanze chimiche più tossiche sul nostro pianeta, tant'è che L'EPA (l'agenzia per la protezione dell'ambiente americano) ha inserito questa sostanza nell’elenco dei pesticidi.

Il triclosan è un clorofenolo, una classe di sostanze chimiche in grado di causare lo sviluppo di diversi tipi di cancro. Esternamente, il fenolo può irritare la pelle, ma il contatto con questo elemento può non essere percepito perché riesce a disattivare temporaneamente le terminazioni nervose sensoriali. Se preso internamente, anche in piccole quantità, il fenolo può portare a sudorazione fredda, collasso circolatorio, convulsioni, coma e addirittura morte.

Inoltre, i pesticidi idrocarburi clorurati si possono accumulare nel grasso e nei tessuti degli organismi viventi (anche nel latte materno), talvolta raggiungendo livelli tossici, e causando alterazioni della funzionalità epatica e polmonare, sterilità, alterazione immunitaria, emorragie cerebrali e paralisi (Per chi vuole approfondire l'argomento si consiglia: Recognition and Management of Pesticide Poisonings).

Dopo alcuni studi resi necessari dalle continue accuse mosse contro il triclosan usato nei prodotti per l'igiene, nel 2002, l'SSC (Scientific Steering Committee) ha comunque approvato l'uso del triclosano nei prodotti per l’igiene orale, in Europa. Eppure, in Svezia, il Ministero della Sanità ne sconsiglia l'uso dopo aver constatato i risultati negativi ottenuti da una ricerca condotta dall’Università di Stoccolma.

Hydrated Silica

L'hydrated silica, viene principalmente utilizzato come agente abrasivo della superficie dentale. Lo smalto dei denti viene rimineralizzato ogni giorno grazie agli ioni di calcio e al fosforo presenti nella saliva. Questo significa che graffiare la superficie dentale con materiale abrasivo (come la silice) danneggia lo smalto e impedisce la re-mineralizzazione, un po' come quando si utilizza la sabbia per pulire il vetro.

Se da un lato questi ingredienti riescono a rimuovere il tartaro e a rendere i denti apparentemente più bianchi, dall'altro possono nuocere alla salute dentale (e non solo), alterando l'equilibrio acido nella bocca, nelle gengive e nella lingua.

Commenti e opinioni


Commenti   

+3 #2 +vivi 2015-01-18 10:15
Citazione anselmo:
i tubetti contenitori dei dentifrici avevano la scritta PE (polietilene) ora nei tubetti o non c'è scritto nulla oppure c'è la scritta "altro 7" il che significa che potrebbe contenere il bisfenolo A che provoca gravi effetti sulla salute. Visto che il tubetto contiene un prodotto che va a contatto con la parte interna della bocca, di che materiale "sicuro" deve essere, non esiste una normativa?


Caro Anselmo,
la ringraziamo per il suo commento. Per rispondere alla sua domanda, il materiale migliore per fare un tubetto per dentifrici potrebbe essere la bioplastica, o bioresina, biodegradabile, tra l'altro già usata per fare biopiatti e biobicchieri, e più in generale bio-stoviglie ecc. Queste materie plastiche bio vengono di solito ricavate da amido di mais, cellulosa, zuccheri, tapioca, patate, e altri vegetali, e sono completamente biodegradabili.

In particolare, la bioplastica è stata utilizzata con successo proprio qualche anno fa per produrre tubetti per dentifrici da un brand svedese che si chiama allVeggie. Questo dentifricio è completamente fatto con ingredienti naturali e anche il tubetto, come già detto, è completamente biodegradabile. La ditta fornitrice è la Fkur (www.fkur.com) mentre invece il packaging viene sviluppato dalla Techtubes (tectubes.com/).

Per quanto riguarda la normativa, non crediamo che per ora ce ne sia una specifica per i tubetti di plastica. Sappiamo solo che siamo rimasti fermi al 2008, anno in cui, in Italia, il bisfenolo A viene ritenuto sicuro entro i limiti che sono stati stabiliti tenendo in considerazione i risultati delle ricerche effettuate dal team di Iain Lang.

La ringraziamo ancora per il suo utilissimo commento,
Un saluto,
+vivi
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+1 #1 anselmo 2015-01-17 20:36
i tubetti contenitori dei dentifrici avevano la scritta PE (polietilene) ora nei tubetti o non c'è scritto nulla oppure c'è la scritta "altro 7" il che significa che potrebbe contenere il bisfenolo A che provoca gravi effetti sulla salute. Visto che il tubetto contiene un prodotto che va a contatto con la parte interna della bocca, di che materiale "sicuro" deve essere, non esiste una normativa?
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