26 Novembre 2015

Oil pulling: Come Funziona e Quale Olio Usare per Denti Sani

L'oil pulling è una pratica appartenente alla tradizione indiana molto utile per migliorare l'igiene orale. Oltre a liberare la bocca dai batteri che causano la carie dentale, aiuta a sbiancare i denti e a garantire un alito sempre fresco. Di seguito vedremo come fare l'oil pulling e qual è l'olio migliore da usare stando ai risultati ottenuti da diverse ricerche scientifiche.

Cos'è l'oil pulling e come si esegue

L'oil pulling consiste nell'usare l'olio un po' come se fosse un collutorio per sciacquare a fondo la bocca. In effetti, lo sciacquo deve essere abbastanza consistente, ma senza esagerare, nel senso che bisogna far passare l'olio anche in mezzo ai denti, spingendolo con l'aiuto della lingua e tirandolo indietro (ovvero pulling) con le guance.

L'oil pulling funziona meglio se eseguito a digiuno, la mattina, appena svegli. Basta un cucchiaio di olio per eseguire gli sciacqui quotidiani, che devono durare all'incirca 15-20 minuti. L'olio non va assolutamente ingoiato.

Alla fine degli sciacqui, se l'olio usato per l'oil pulling è diventato di un colore biancastro e ha una consistenza più liquida significa che la pratica è stata eseguita correttamente. Quindi, sputare l'olio. Se lo si desidera, effettuare un risciacquo finale con acqua tiepida e sale.

L'olio che viene sputato alla fine è pieno di batteri, molti dei quali nocivi per il cavo orale e per i denti. In realtà ci sono migliaia di differenti tipi di microrganismi nella bocca. Alcuni di loro sono anche buoni, ma molti non lo sono. I batteri della bocca, in particolare lo Streptococcus mutans, creano un biofilm, o biopellicola, sui denti, ovvero un sottile strato che usano per aderire alle superfici, meglio noto come placca dentale.

Avere un po' di placca sui denti è normale, ma se la situazione sfugge di mano può causare diversi problemi, tra cui alito cattivo, denti gialli, infiammazione delle gengive, gengiviti e carie.

Come funziona l'oil pulling

Il modo in cui funziona l'oil pulling è molto semplice: quando si fa passare l'olio tra i denti e intorno alle pareti della bocca, i batteri rimangono intrappolati nell'olio e si dissolvono in esso. In sostanza, ogni volta che si fanno gli sciacqui con la tecnica dell'oil pulling si rimuove una grande quantità di batteri e di placca. Dopodiché, l'olio viene espulso e con esso tutte le impurità e i microrganismi che vi sono rimasti intrappolati.

Qual è il migliore olio da usare per l'oil pulling

Tradizionalmente, gli indiani usavano l'olio di sesamo oppure l'olio di girasole. In realtà si possono usare anche altri oli come l'olio d'oliva o, ancor meglio l'olio di cocco.

L'olio di cocco possiede numerosi benefici, ed è un ottimo antibatterico naturale per via della presenza di diversi acidi grassi contenuti in esso, tra cui l'acido laurico, l'acido caprilico e l'acido caprico, che eliminano diverse specie di microbi, virus e funghi [1]. Inoltre, vari studi hanno dimostrato che eseguire l'oil pulling con l'olio di cocco aiuta a ridurre notevolmente la formazione della placca e le gengiviti causate da essa [2].

Oltre a ciò, è bene aggiungere che il sapore dell'olio di cocco è abbastanza piacevole rispetto ad altri oli. Con ogni probabilità, all'inizio si può provare disgusto nel tenere dell'olio in bocca, ma dopo un paio di giorni ci si abitua.

Oltre all'olio di cocco, che è sicuramente uno dei migliori per l'igiene orale, un altro ottimo olio è quello di sesamo. Secondo diverse ricerche, effettuare gli sciacqui con l'olio di sesamo riduce notevolmente la presenza dello Streptococcus mutans e della placca nel giro di appena due settimane [3, 4]. L'olio di sesamo è altresì efficace allo stesso modo della clorexidina (versione collutorio) nel contrastare le gengiviti [5].

Alla luce di quanto detto, gli oli migliori da usare per la pratica dell'oil pulling sono senza dubbio l'olio di cocco e l'olio di sesamo.

L'oil pulling aiuta a eliminare l'alitosi

L'alito cattivo è in molti casi (ma non tutti) provocato dai gas e dagli scarti prodotti dai batteri presenti nella bocca. Ovviamente, sbarazzandosi di questi batteri, si riduce o si elimina l'alitosi. In un studio condotto su 20 ragazzi adolescenti, la terapia dell'oil pulling ha diminuito significativamente l'alito cattivo ed è stata efficace come la clorexidina (colluttorio) [3].

Oil pulling in breve: come eseguirlo e cosa aspettarsi

● Mettere un cucchiaio di olio di cocco o di sesamo in bocca;

● Eseguire sciacqui consistenti (ma senza esagerare), spingendo e tirando l'olio tra i denti, per circa 15-20 minuti;

● Sputare l'olio, e poi lavarsi i denti, preferibilmente con un dentifricio eco-bio;

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Se si utilizza l'olio di cocco, e questo si presenta duro dato che tende a solidificare a temperature sotto i 23 °C, tenere l'olio in bocca per un minuto in modo da farlo sciogliere.

Si ricorda che è meglio eseguire l'oil pulling a stomaco vuoto, prima di lavarsi i denti. Se un cucchiaio di olio è troppo, provare con mezzo cucchiaio. In effetti, man mano che si procede con lo sciacquo, la bocca si riempie anche di saliva, quindi già dopo 5 minuti potrebbe risultare difficile proseguire gli sciacqui se si ha la bocca piena.

L'oil pulling dovrebbe essere fatto quotidianamente, e già dopo una decina di giorni si dovrebbero notare miglioramenti nell'igiene orale, ovvero un alito più fresco e denti più puliti, bianchi e luminosi. L'oil pulling inoltre funziona bene per ridurre le infiammazioni alle gengive e in tutta la bocca, il che può apportare benefici anche alla salute generale dell'organismo.