17 Marzo 2016

Perché è Meglio NON Usare il Sapone Antibatterico?

Spesso ci si chiede se il sapone antibatterico sia più efficace del sapone normale, e se vale davvero la pena usarlo. Recentemente, la FDA ha affermato che i saponi antibatterici non apportano alcun beneficio aggiuntivo relativo alla prevenzione di malattie rispetto a una regolare pulizia effettuata con acqua e sapone tradizionale. Inoltre, i prodotti antibatterici contengono ingredienti chimici pericolosi per la salute e per l'ambiente, come il triclosan e il triclocarban.

Secondo nuove ricerche, i rischi associati all'uso quotidiano e a lungo termine dei saponi antibatterici sono maggiori dei benefici da essi apportati. Alcuni composti nocivi presenti in questi detergenti possono infatti contribuire allo sviluppo di una resistenza batterica e antibiotica nonché creare squilibri a livello ormonale e non solo [1, 2, 3].

Cambiamenti nel microbioma

Le sostanze antibatteriche influiscono negativamente sul microbioma umano, ovvero l'insieme dei microrganismi presenti in tutto il corpo umano, compresa la pelle. Alcune sostanze chimiche come il triclosan possono sconvolgere anche l'equilibrio della flora batterica intestinale. Uno studio condotto nel 2012 ha constatato che i bambini maggiormente esposti a triclosan, parabeni o altri composti chimici simili hanno un rischio maggiore di sviluppare allergie, intolleranze alimentari nonché problemi immunologici causati dagli interferenti endocrini [4].

Resistenza batterica

L'uso eccessivo e continuato dei saponi antibatterici, in particolare di tutti quei prodotti contenenti il triclosan, può risultare ancora più preoccupante nel momento in cui questi provocano resistenza antibiotica e antibatterica nei microrganismi, contribuendo così allo sviluppo di "superbatteri", proprio come avviene con l'uso incontrollato degli antibiotici [5, 6, 7, 8].

L'abuso di antibiotici ha già portato alla crescita di diversi microbi resistenti ai farmaci, come per esempio lo Streptococcus pneumoniae e alcuni ceppi di Escherichia coli.

Il dr. Stuart B. Levy, presidente della Alliance for the Prudent Use of Antibiotics e professore di biologia molecolare presso la Tufts University School of Medicine di Boston, ritiene che i saponi antibatterici sono pericolosi. Secondo il dr. Stuart e il suo team di ricercatori il triclosan crea un ambiente in cui i batteri che hanno subito mutazioni e sono divenuti resistenti hanno maggiori probabilità di sopravvivere [9].

Squilibri ormonali

Se si hanno problemi alla tiroide o si soffre di qualche squilibrio ormonale, le sostanze chimiche antibatteriche potrebbero peggiorare tali disturbi. Diversi studi hanno dimostrato che il triclosan e i composti simili interferiscono negativamente sull'assorbimento dell'ormone tiroideo, e ostacolano anche altri processi ormonali [10, 11, 12]. Lo squilibrio ormonale che deriva da tale situazione può portare a problemi più gravi come l'infertilità, l'obesità e lo sviluppo di diversi tipi di cancro.

Rischio di infezione

Il triclosan può altresì causare un accumulo del batterio Staphylococcus aureus nel naso e in altre parti del corpo. Ciò porta a un sensibile aumento del rischio di infezioni in tutto l'organismo umano [13].

Il triclosan facilita l'adesione dello stafilococco aureo alle proteine del naso. Il problema in realtà non è la presenza del batterio nel naso, dato che, nella maggior parte delle persone, lo stafilococco aureo è già presente in esso e in altre parti del corpo; il vero problema è dovuto al fatto che un aumento del batterio accresce anche le probabilità di sviluppare infezioni.

Danni ambientali

Oltre ai danni diretti agli esseri umani, l'uso e l'abuso delle sostanze chimiche antibatteriche comincia a costituire un serio problema per l'ambiente. Tali composti dannosi per l'uomo risultano pericolosi anche per le creature che vivono nei fiumi e nei mari, oltre che per la natura stessa. Diversi studi hanno dimostrato che queste sostanze antibatteriche (ma anche le particelle di plastica ormai diffusissime nell'oceano) possono persistere nell'ambiente persino dopo la depurazione delle acque.

Questo aspetto è molto preoccupante perché sembra influenzare negativamente le alghe e la vita marina, e in maniera indiretta anche l'essere umano. Molte delle sostanze chimiche sono liposolubili, il che significa che si accumulano facilmente nei tessuti grassi degli animali, portando a una bioamplificazione, o biomagnificazione. Tale aspetto è particolarmente preoccupante per i pesci di grossa taglia, che sono alla fine della catena alimentare marina, che tendono ad accumulare elevatissime quantità di sostanze tossiche dannose come il mercurio, ma anche il triclosan. Per questo motivo si tende a sconsigliare il consumo di pesci di grossa taglia come il tonno e il pesce spada. Tuttavia tale problema riguarda l'intero ambiente marino, a partire dal più minuscolo microrganismo in esso presente, come il fitoplancton, che è all'inizio della catena alimentare. Uno studio condotto nel 2009 ha constatato che i delfini (Tursiops truncatus) al largo della costa della Carolina del Sud e della Florida avevano concentrazioni preoccupanti di triclosan nel loro plasma [14, 15].

Cosa fare?

Bisogna capire che spesso molte persone si preoccupano eccessivamente dei germi. Il nostro sistema immunitario ha bisogno di interagire con una vasta gamma di batteri al fine di rinforzarsi. Tuttavia, tale processo sta diventando sempre più difficile proprio a causa dell'abuso dei prodotti antibatterici e degli antibiotici. Il modo migliore e meno costoso per evitare le sostanze chimiche antibatteriche è probabilmente quello di usare soltanto saponi naturali e acqua, e seguire le normali regole per una corretta igiene personale.