11 Gennaio 2013

Erbe spontanee e piante selvatiche commestibili

Nei nostri boschi, terreni incolti e giardini crescono molte specie di piante selvatiche ed erbacce che in realtà possono trasformarsi in deliziosi cibi da portare a tavola. In Italia, abbiamo davvero tante varietà di erbe selvatiche commestibili, alcune delle quali molto diffuse eppure poco conosciute. Di seguito illustreremo alcune piante facili da reperire in quasi tutto il territorio nazionale, e ottime per la salute del nostro organismo grazie al loro elevato contenuto di nutrienti.

Tarassaco o Dente di Leone - Soffione (Taraxacum officinale)

Un consumo regolare di radici o foglie di tarassaco stimola la produzione di bile, favorendo la digestione, soprattutto dei grassi. Va da sé che il tarassaco è utile non solo per depurare l'organismo ma anche per facilitare la perdita di peso, quindi è un buon rimedio naturale per chi è a dieta. Sia i petali dei fiori sia le foglie di questa pianta erbacea sono utili per preparare e dare un tocco di colore alle insalate miste. In questo modo, oltre a rallegrare i propri piatti, si aggiungeranno molti benefici derivanti da: acido taraxinico, steroidi, flavonoidi, triterpeni, vitamine B1, B2, C ed E e altri antiossidanti naturali.

Portulaca (Portulaca oleracea)

La portulaca è diffusa in tutto il territorio italiano e in molti altri paesi del mediterraneo, a dire il vero è un'erba infestante quindi la si trova praticamente dappertutto. Quando viene mangiata fresca, questa pianta risulta un po' croccante con un leggero gusto acidulo, che ricorda il limone, per questo è ideale per arricchire insalate. La portulaca possiede tanti benefici perché ricca di nutrienti, in particolare la vitamina E, gli acidi grassi essenziali omega-3 e l'acido linoleico. Tale erba viene spesso usata come rimedio naturale per depurare il corpo, contrastare il diabete e trattare nausea, vomito e diarrea.

Lattuga dei minatori o portulaca invernale (Claytonia perfoliata)

A proposito di portulaca, ne esiste una varietà denominata "portulaca invernale", meglio conosciuta come lattuga dei minatori. Tale nome deriva dal fatto che i minatori coinvolti nella ricerca dell'oro in California, a metà '800, si cibavano di quest'erba che in quelle zone abbondava. I minatori avevano trovato un valido sostituto alla lattuga tradizionale che, invece, in quei luoghi scarseggiava. In questo modo, riuscivano a ottenere diversi benefici, primo tra tutti la prevenzione dello scorbuto, malattia causata dall'insufficienza di vitamina C, un nutriente molto diffuso all'interno della lattuga dei minatori. Questo vegetale può essere facilmente introdotto nelle proprie ricette, soprattutto come aggiunta per insalate.

Acetosa o Erba Brusca (Rumex acetosa)

L'acetosa è forse una delle piante selvatiche maggiormente diffuse in Italia, la si può trovare dappertutto, sia al mare sia in montagna, ed è presente in tutte le stagioni, insomma, non si può non averla mai notata. Fortuna vuole che questa pianta è commestibile e anche ricca di nutrienti quali vitamina C, ferro, ossalato di ferro, acido crisofanico e acido ossalico. Grazie a tali sostanze, l'acetosa svolge importanti attività depurative, antiossidanti e antinfiammatorie. Le foglie di questa pianta possono essere consumate sia fresche, come insalata, sia sotto forma di decotto o infuso.

Alcuni consigli

Prima di mangiare erbe spontanee e piante selvatiche, accertarsi di non essere allergici e della loro provenienza. Pesticidi ed erbicidi possono infatti contaminare questi vegetali e intossicarli. Si consiglia quindi di raccogliere tali erbe da prati e boschi che si conoscono, in cui non vengono utilizzate sostanze chimiche. Inoltre, è meglio raccogliere piante selvatiche che si trovano più lontano dal ciglio della strada, in modo da evitare l'inquinamento dei gas di scarico.

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