14 Settembre 2012

Scarpe tonificanti: come funzionano e sono davvero efficaci?

Le scarpe tonificanti o basculanti sono entrate nel mondo del fitness da qualche tempo e hanno subito avuto molto successo. Questa calzatura, se indossata durante le attività quotidiane e sportive, sarebbe in grado di contribuire a rassodare glutei e gambe, ma sarà vero?

Le scarpa basculante, rispetto a una normale da ginnastica, dovrebbe stimolare maggiormente i muscoli degli arti inferiori. Questa calzatura agisce rendendo leggermente instabile la camminata, costringendo così i muscoli coinvolti in tale movimento a lavorare di più per riassettare la postura. In questo modo verrebbero migliorati non solo la stessa postura, ma soprattutto il tono di cosce, polpacci e glutei.

Come è facile capire, il "trucco" di queste scarpe da fitness sta nella suola che al suo interno contiene un sensore a forma di barchetta. Tale sensore porta il piede a fare un movimento basculante, sia lateralmente sia orizzontalmente.

I reali benefici di questo tipo di scarpa sono però stati messi in discussione da diverse ricerche, prima tra tutte quella condotta dalla American Council on Exercise (ACE), un'organizzazione senza scopo di lucro che, oltre a promuovere l'importanza dell'attività fisica, si occupa di tutelare i consumatori da prodotti per il fitness inefficaci e poco sicuri.

Lo studio della ACE ha coinvolto i ricercatori della University of Wisconsin che hanno preso in esame due diversi gruppi di sportivi di sesso femminile. Le ragazze hanno dovuto indossare diversi tipi di scarpa tonificante delle marche più conosciute e sponsorizzate, e sono state sottoposte a 5 minuti di prove fisiche per valutare l'attività muscolare in 6 zone: polpacci, quadricipiti, muscoli posteriori della coscia, glutei, addominali e schiena.

Al termine degli esercizi, i risultati ottenuti con tutti i tipi di scarpa da fitness non hanno mostrato significativi miglioramenti rispetto alle normali calzature da ginnastica, né durante l'attività svolta né dopo.

Inoltre, la ACE ha risposto anche a quei consumatori convinti dell'efficacia della scarpa in quanto hanno avvertito dolori muscolari localizzati che, secondo loro, indicano uno sforzo maggiore del muscolo. In realtà, la ACE spiega che tale sensazione è dovuta ovviamente al design instabile della scarpa, che porta a utilizzare muscoli minori solitamente meno stimolati, per cui si avvertirà un dolore temporaneo che poi però svanirà quando il corpo si adatterà al movimento.

Il vero effetto positivo di queste calzature, secondo la ACE, è che alcune persone, convinte che la scarpa funzioni efficacemente, possono sentirsi più motivate a fare attività fisica e a camminare di più. Ma gli stessi risultati possono essere ottenuti con scarpe da corsa normali e indubbiamente meno costose.

Altre considerazioni molto simili sono state fornite dal Dr. John Mercer, professore di biomeccanica presso la University of Nevada, che ha sottoposto diverse donne ad alcuni test sul tapis roulant, mettendo a confronto le scarpe basculanti con le calzature da passeggio.

Alla fine delle prove, il Dr. Mercer ha riscontrato che sia l'attività muscolare sia il consumo di ossigeno erano quasi identici con l'uso di entrambi i tipi di scarpe.

In sostanza, stando a quanto affermato da questi studiosi, ciò di cui si ha davvero bisogno non è una scarpa basculante, bensì una buona scarpa (da corsa o da passeggio) e voglia di allenarsi. Tuttavia, se la scarpa tonificante può servire da stimolo, ben venga, anche se i costi sono sicuramente maggiori.

Diverse sono anche le ricerche a favore della calzatura tonificante, in particolare una condotta dalla University of Puget Sound e un'altra dalla University of Calgary, ma tutte finanziate dalle stesse compagnie leader nella produzione di questo tipo di scarpa. Insomma, il fatto che le case produttrici sponsorizzino tali studi per evidenziare i risultati positivi dei loro articoli fa venire qualche dubbio.

In conclusione, non esistono ricerche solide sulla reale efficacia delle scarpe basculanti o tonificanri, che quindi molto probabilmente non portano a quei risultati eccezionali tanto pubblicizzati. Tuttavia, inizialmente si potrebbe avvertire un leggero miglioramento dovuto al coinvolgimento di muscoli minori degli arti inferiori. Ciò che fa davvero la differenza è avere una buona scarpa (da walking o da running) e allenarsi regolarmente, camminando e/o correndo almeno 3 volte a settimana.

 

Per maggiori informazioni sulla ricerca condotta dalla American Council on Exercise clicca qui.

 

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