21 Novembre 2015

Biofeedback per l'ansia

Il biofeedback (biological feedback) è una terapia di tipo psicofisiologico che aiuta la persona a capire come controllare e regolare alcune delle proprie funzioni fisiologiche come la frequenza cardiaca, la temperatura cutanea, le tensioni ai tessuti muscolari, la pressione del sangue, e altre attività. Il biofeedback è un ottimo metodo alternativo per tenere a bada l'ansia e lo stress in modo naturale.

Cos'è e come funziona il biofeedback

Il biofeedback utilizza varie strumentazioni per rilevare, nella persona che si sottopone alla terapia, l'attività svolta da una funzione biologica del suo organismo di cui non ha consapevolezza. Successivamente, i risultati vengono restituiti al paziente sotto forma di feedback, ovvero un'informazione di ritorno comprensibile, utile per capire come imparare a controllare e ad autoregolare l'attività fisiologica.

Biofeedback per controllare l'ansia

Secondo una ricerca pubblicata nel 2010 sulla rivista Industrial Psychiatry Journal, il biofeedback elettroencefalografico (EEG) è risultato quasi altrettanto efficace all'intervento farmacologico nella gestione dei sintomi dell'ansia, con esiti ancora più incoraggianti nelle donne.

Il biofeedback aiuta a comprendere meglio il proprio stato d'animo, e quindi a riconoscere i disturbi ansiosi, nel momento in cui avvengono cambiamenti nella pressione arteriosa, nella frequenza cardiaca e in altri aspetti di tipo fisiologico. Tali mutamenti cominciano a verificarsi quando si manifesta una preoccupazione, e, come già detto, vengono misurati e monitorati mediante l'uso di opportuna strumentazione che poi restituisce un feedback.

Una volta compresa la risposta fisiologica a determinate situazioni, è possibile intervenire con le dovute azioni volte a creare rilassamento.

Come si svolge una sessione di biofeedback per l'ansia

Una tipica sessione terapeutica di biofeedback per l'ansia deve innanzitutto tenere conto della storia clinica del paziente, comprese eventuali condizioni mediche o esperienze di vita che possono contribuire a creare ansia. Dopodiché, si inizia con la biorilevazione, mediante il collegamento di appositi elettrodi necessari per misurare la temperatura della pelle, le onde cerebrali, la frequenza cardiaca e altre funzioni, che verranno visualizzate su uno schermo.

Durante la terapia di biofeedback per l'ansia, vengono generalmente usati video e/o immagini e/o frasi necessari per creare situazioni stressanti. In questo modo, è possibile avere i feedback utili per capire come intervenire. Alcuni pazienti, per far fronte agli stati ansiosi, possono immaginare scene pacifiche, rilassare i muscoli progressivamente uno alla volta, ricorrere alla respirazione profonda o utilizzare una combinazione di tecniche rilassanti. Se la frequenza cardiaca rallenta e/o la pressione arteriosa torna a livelli adeguati, gli strumenti del biofeedback segnalano la risposta positiva alla situazione di stress.

Il biofeedback può certamente aiutare ad alleviare i sintomi dell'ansia, ma non è sempre efficace. Nei casi in cui si soffre di ansia cronica o debilitante, per esempio, potrebbe essere necessaria una combinazione di trattamenti costituita da farmaci e terapia cognitivo-comportamentale.

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