24 Ottobre 2013

Aumentare l'apporto di vitamina D nei mesi freddi

In inverno e nei periodi più freddi, quando c'è poca luce solare, il nostro corpo può soffrire di carenza da vitamina D. Tale nutriente infatti viene prodotto per almeno l'80 per cento dal nostro organismo quando ci esponiamo al sole. Se quindi l'irradiazione solare scarseggia, il modo migliore per assumere la vitamina D è attraverso l'alimentazione, senza ricorrere a integratori dato che il loro uso può portare a ipervitaminosi D. Generalmente, l'apporto di vitamina D nella persona adulta non dovrebbe superare i 10 µg (microgrammi) o comunque dovrebbe essere inferiore ai 50 µg o 2000 UI.

La vitamina D negli alimenti

Tra i cibi maggiormente ricchi di vitamina D troviamo l'olio di fegato di merluzzo, che ne contiene circa 210 µg per 100 grammi di prodotto, seguono i pesci grassi come il salmone, l'aringa, il tonno, le acciughe o alici, lo sgombro, e il pesce spada, che possiedono una quantità variabile di vitamina d che va dai 5 ai 25 µg/100g.

Altri cibi contenenti vitamina D sono i latticini (soprattutto i formaggi grassi), le uova, le frattaglie, la carne di suino e la carne di vitello magra.

La vitamina D è presente anche in alimenti vegetali, in particolare nei funghi porcini, che ne possiedono una quantità pari a circa 3 µg/100g, seguono i semi di girasole, e i semi germogliati.

Importanza della vitamina D

Carenze di vitamina D (ipovitaminosi D) portano a una riduzione dei livelli sierici di calcio e di quelli di fosforo. Ciò potrebbe causare disfunzioni come l'iperparatiroidismo secondario, nonché l'aumento sierico della fosfatasi alcalina. Altri problemi connessi alla mancanza di vitamina D sono: rachitismo, ossa deboli, osteoporosi, osteogenesi imperfetta, fratture ossee, bassi livelli di calcio, osteodistrofia renale nei soggetti affetti da problemi ai reni, osteomalacia, ipertensione, colesterolo alto, asma, bronchite, sindrome premestruale, e problemi dentali e/o gengivali.

La vitamina D inoltre è un nutriente importante per rinforzare le difese immunitarie, aiutando l'organismo a combattere le infezioni e le infiammazioni.

Tuttavia, come già accennato in precedenza, un eccesso di vitamina D può essere dannoso per il nostro organismo. L'ipervitaminosi D si ha quando vengono raggiunti livelli tossici di vitamina D, ma questo avviene solo se si fa un uso esagerato e continuato di integratori, non quando la vitamina D viene prodotta naturalmente dal nostro corpo. I sintomi più comuni provocati da un eccesso di vitamina D sono vomito, inappetenza, nausea, dolore osseo, nervosismo, irritabilità, stanchezza, mal di testa, prurito, e disidratazione.

Il modo migliore per avere i giusti livelli di vitamina D nel proprio organismo rimane sempre quello di esporsi alla luce del sole. Tuttavia, nei mesi freddi, e soprattutto in inverno, risulta difficile ottenere il giusto quantitativo di irradiazione solare. In questo caso si consiglia di consumare alimenti contenenti vitamina D come quelli che abbiamo illustrato sopra.

Commenti e opinioni